EUROPA, DEMOCRAZIA, POTERE, POLITICA E ABUSI.

“Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l’abuso”.

Questo è quanto affermava già nel XVIII Secolo il politico e filosofo britannico, di origine irlandese, Edmund Burke.

Detto questo, quando una classe politica, una classe dirigente, un sindacato, le banche, le lobby finanziarie e la partitocrazia di una Nazione, o di un continente come l’Europa, insieme a tutti i loro accoliti, scialacquatori al massimo, hanno necessità estrema di denaro, e lo sottraggono alla sanità, alla scuola, alla cultura, ai giovani, ai pensionati, alla disabilità, ai poveri, alle famiglie e al lavoro, si perpetra uno dei più vergognosi, ingiusti, indegni, iniqui, malvagi e pessimi delitti, nonché un assurdo, irragionevole, amorale, scandaloso e ignominioso reato, contro il popolo.

Tutto questo, ovvio, determina povertà diffusa senza alcun reddito per tante famiglie e tantissimi giovani.

Intanto per l’Europa, “PER QUESTO TIPO DI EUROPA”, noi cittadini del Sud siamo solo ubriaconi e donnaioli.

PGS

È vero! Da leggere tutto fino in fondo!

La Casta assolve il pregiudicato e si dà il quarto grado di giudizio.

Non più di tre o quattro giorni fa Matteo Renzi, ex premier e ora segretario dimissionario del Pd, dichiarava (a proposito di Luca Lotti, di Virginia Raggi e di altri) che qualsiasi cittadino deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva, che in Italia è quella della Cassazione. Giusto. Renzi non ha fatto che ripetere quanto sancito dall’articolo 27 della Costituzione che recita: “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. L’altro ieri il Senato, con l’apporto dello stesso Pd, o di parte di esso, ha respinto il parere favorevole della Giunta per le immunità alla decadenza da senatore di Augusto Minzolini condannato in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni e 6 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per peculato continuato (ha usato la carta di credito della Rai per spese personali per un ammontare di 65 mila euro, diciamo quattro o cinque volte lo stipendio annuale di un normale cittadino). Esiste quindi una presunzione d’innocenza che va anche oltre la condanna definitiva? Ho sentito una senatrice del Pd affermare che c’era un sospetto di ‘fumus persecutionis’ nei confronti di Minzolini. Ora il ‘fumus persecutionis’ può eventualmente essere invocato quando un giudice chiede l’autorizzazione all’arresto di un parlamentare nel corso del processo e quindi nessuna condanna definitiva era stata inflitta all’imputato. Ma non può esistere un ‘fumus persecutionis’ di fronte a una sentenza definitiva. Se lo si ammettesse vorrebbe dire che in Italia i gradi di giudizio non sono più tre (primo grado, Appello, Cassazione) ma quattro perché, almeno nel caso di deputati e senatori, il Parlamento si costituisce come Corte di ultima istanza.

La legge Severino non fa che confondere le acque. Poniamo pure che sia incostituzionale. La domanda che si pone il privato cittadino, la mia domanda, è: posto che il senatore o il deputato può venire salvato dal Parlamento dallo scontare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici è anche esentato dallo scontare la pena principale cioè il carcere se al carcere è stato condannato? Evidentemente sì, visto che Minzolini, condannato a 2 anni e 6 mesi di carcere, è a piede libero. Ma se un cittadino comune, che non appartiene a questa oligarchia, è condannato alla reclusione per un periodo superiore a due anni e non può usufruire della sospensione condizionale della pena, in carcere o ai domiciliari o ai servizi sociali ci va senza se e senza ma.

Queste mie considerazioni potranno probabilmente sembrare agli addetti ai lavori e anche ai lettori, ingenue e magari mal formulate. Ma la sostanza è inequivocabile: noi siamo nella Fattoria degli animali di cui parlava George Orwell, a proposito del comunismo staliniano, “dove tutti gli animali sono uguali, ma ce ne sono alcuni più uguali degli altri”. Insomma è stato sancito ufficialmente che la legge non è uguale per tutti, principio cardine di ogni ordinamento democratico e che nel nostro caso è sancito dall’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini…sono eguali davanti alla legge”. Noi non siamo che sudditi, pecore da tosare, asini al basto. E, quel che è peggio, accettiamo di essere tali. Siamo in fondo degli animali mansueti. Ma un giorno o l’altro l’esasperazione che cova sottopelle in quelle pecore e in quegli asini che oggi noi siamo esploderà d’improvviso. E scorrerà il sangue. Perché, come dice la Bibbia, “terribile è l’ira del mansueto”.

Massimo Fini

Il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2017

SANITÀ: uno Stato ricattatore?

La Tessera Sanitaria, come tutti sappiamo, ha una data di scadenza oltre la quale non è più considerata valida. Visto che la Tessera Sanitaria è essenziale a numerosi scopi, tra cui l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale, alle cure mediche all’estero e a diversi servizi dell’INPS, deve essere rinnovata prima della scadenza, altrimenti non può essere utilizzata a pieno.

Se si sta avvicinando la data di scadenza della nostra Tessera Sanitaria non dovremo fare niente, perché sarà l’Agenzia delle Entrate a spedircela in busta chiusa direttamente a casa nostra.

In attesa dell’invio della nuova Tessera Sanitaria rinnovata, nell’eventualità la stessa non dovesse essere recapitata, ci possiamo rivolgere sempre all’Agenzia delle Entrate.

Cosa che alcuni cittadini, ci hanno segnalato, e hanno fatto, rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate.

Ebbene! Volete conoscere la risposta che è stata data dagli impiegati addetti allo sportello? “Signore, siccome lei ha delle pendenze fiscali nei confronti dello Stato, non le possiamo rilasciare la nuova Tessera Sanitaria fino a quando lei non avrà regolarizzato la sua posizione, nel caso specifico fino a quando lei non avrà pagato una multa stradale”.

Se ciò dovesse essere vero, perché noi prendiamo queste segnalazioni con le pinze e le dovute cautele, saremmo di fronte a uno Stato ricattatore, uno Stato che anziché tutelare il cittadino, non fa altro che vessarlo e angariarlo quotidianamente.

È chiaro e giusto, e non si discute, che il cittadino ha il dovere di regolarizzare tutte le sue pendenze fiscali che ha nei confronti dello Stato, ma qui saremmo, ripetiamo, di fronte a una violazione inaudita da parte dello Stato nei confronti dei cittadini: la violazione del sacrosanto diritto alla salute, costituzionalmente previsto.

È anche vero che la sanità pubblica così com’è non garantisce i livelli minimi di assistenza, i famosi Lea, ma, solo perché una multa stradale non si è ancora pagata, magari per diversi motivi, negare la Tessera Sanitaria per tutto quello che è essenziale, ci sembra un atto di sopraffazione e di prepotenza inaudito, compiuto ai danni della popolazione.

Nel Parlamento Italiano si proteggono e si salvano corrotti, ladri e condannati per varie ruberie di denaro pubblico, e poi a un cittadino, comune mortale, per una multa non pagata, gli si nega il diritto alla salute previsto dalla Costituzione Italiana! È assurdo!

P.S.

Per conto nostro faremo delle ulteriori verifiche, ma se qualcuno subisce o ha subito lo stesso trattamento, pregheremmo di segnalarcelo. Grazie!

Meetup M5S SGF

La vera lotta – The true fight.

La vera lotta.

“Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti”.

Pier Paolo Pasolini

P.S.

Oggi noi aggiungiamo che è inutile prendere dalla rete e condividere su facebook aforismi, citazioni, frasi ad effetto ed affettate, se poi dentro si è acidi, aridi, superficiali e cattivi.

Auguri a tutta l’umanità!

*****
The true fight.

“It is not only fighting on places, or streets, in the factories, or with speeches, or with writings, with verses: the toughest fight is the one that takes place in the depths of consciousness, in the most delicate sutures of feelings”.

Pier Paolo Pasolini

P.S.

Today we add that it is just wrong to take from the network and share them on facebook aphorisms, mentions, dandy effect catch phrases , if then inside we are crabbed, shallow, arid and evil.

Best wishes to all mankind!

SAN GIOVANNI IN FIORE – Lavoro e raccolta differenziata.

San Giovanni in Fiore è una delle ultime comunità come servizio di raccolta differenziata e, ancora oggi, sebbene diversi annunci per tanti mesi in pompa magna, e la dotazione ai cittadini dei relativi kit, non si è nemmeno incominciato.

San Giovanni in Fiore ha bisogno della raccolta differenziata sotto tanti aspetti: economici, igienici, di decoro, ma, soprattutto, la raccolta differenziata è un fatto culturale e di civiltà dal quale, come comunità, non ci possiamo esimere.

Se a oggi, al mancato avvio della raccolta differenziata aggiungiamo la vicenda dei lavoratori di “Città Pulita” che sta tenendo banco in questo periodo, siamo proprio al top.

Va detto, in primis, che se siamo arrivati a questo punto, a questa situazione, la responsabilità pro quota, oltre che dell’ultima amministrazione, è di tutte le amministrazioni recenti nonché di parte del sindacato. Poi, con l’ultima gara con la quale si è assegnato il servizio di raccolta differenziata, diversi sono stati gli aspetti, sotto il profilo giuridico e normativo, discutibili. Pare si sia giocato ad una gara al ribasso: non siamo in grado di dire se volutamente o per incapacità di gestione, compromettendo la qualità del servizio della raccolta differenziata nei confronti dei cittadini, e compromettendo, contestualmente, una serie di diritti nei confronti dei lavoratori. Ma, ormai, la frittata è fatta e, pare, ma vorremmo sbagliarci, che non ci possa essere più alcun rimedio.

Senza entrare nel merito, è chiaro che si tratta di incapacità politica, contabile e amministrativa, ma soprattutto del non rispetto di tante regole, di cui in tanti dovranno rispondere dal punto di vista politico e morale.

Non vogliamo però, strumentalizzare alcunché, non vogliamo giocare al massacro, non vogliamo denigrare e penalizzare la nostra comunità ulteriormente, non vogliamo cavalcare alcuna tigre, ma noi, come Meetup M5S SGF, conoscendo e meglio analizzando più di tanti altri il nostro territorio, vogliamo invitare tutti, tutti gli attori di questa vicenda, a torto o a ragione, ad una riflessione seria e approfondita.

Ferma restando la legittima, giusta e strenua difesa di tanti diritti dei lavoratori; fermo restando che vi sono delle responsabilità politiche; fermo restando che il nostro Comune, già in dissesto finanziario, con anche 771.000,00 (settecentosettantunomila) euro di debito, accumulato negli anni, nei confronti della Regione Calabria in materia di rifiuti, e fermo restando che la Regione non mollerà un ulteriore centesimo di euro pubblico per la nostra raccolta differenziata, essendo già un comune moroso; ferma restando l’attuale crisi economica e di lavoro; fermo restando che vi sono dei diritti e dei doveri dei lavoratori, ma anche dei diritti e dei doveri dei datori di lavoro, diciamo che sia giunto il momento di prendere decisioni e riflettere realmente sulla questione con tutte le conseguenze che essa potrebbe determinare.

Invitiamo i lavoratori in questione ad accaparrarsi, come primo atto, il lavoro, lavoro che va, a mano a mano che la raccolta differenziata si avvierà, comunque difeso in tutte le sue sfaccettature, per poi lottare, all’interno dell’azienda, datore di lavoro, con più efficacia e forza per arrivare ad una regolamentazione contrattuale nazionale definitiva e completa. Il tutto dovrà farsi con l’aiuto della stessa Amministrazione Comunale, che dovrà rendersi disponibile per rimediare a tutti gli errori commessi, con i dovuti impegni e gli atti scritti, tra i lavoratori e l’Amministrazione stessa.

Fermiamoci tutti a riflettere!

Gli estenuanti bracci di ferro, le strumentalizzazioni, le questioni di principio, anche personali, e le guerre intestine tra la stessa comunità, non hanno mai portato a risultati positivi.

Non vorremmo che alla fine di questa vicenda, si versassero lacrime di coccodrillo. Sarebbe troppo tardi! Per tutti!

Meetup M5S SGF

ITALIA – Ma che razza di Paese siamo diventati? *English Version

Ma che razza di Paese siamo diventati?

Ma che razza di popolo siamo diventati? Questo nostro Paese sta andando in malora!

Qui sta crollando tutto, ogni tipo di criminalità è in aumento, la sanità e la scuola pubbliche, i due settori vitali del Paese, fra poco saranno inesistenti.

C’è un esodo quotidiano, in particolare dal Mezzogiorno, dei cittadini italiani. La ricerca scientifica è inesistente e molti scienziati vanno a realizzare le loro scoperte altrove. Soprattutto molti giovani senza lavoro scappano e gli anziani, sempre più numerosi, sono costretti a lavorare fino a settant’anni per poi ottenere una pensione da fame, mentre un’immigrazione costante di migliaia di persone varca i confini italiani senza alcun aiuto da parte di quest’Europa, determinando una guerra tra poveri, i nostri e quelli che vengono da fuori.

Siamo un Paese dove la povertà è in costante aumento, nessuna politica verso la famiglia con conseguente crollo delle nascite, il turismo è assente e il nostro patrimonio architettonico e culturale, uno dei più prestigiosi al mondo, è in caduta libera. Per non parlare della mia Calabria, ultima regione d’Europa sotto tutti gli aspetti, dove il trasporto pubblico è inesistente, con aeroporti e porti abbandonati, e dove i collegamenti interni sono da terzo mondo.

Oltre al danno anche la beffa per le zone colpite dall’ultimo sisma dal momento che la ricostruzione è diventata, sebbene le innumerevoli promesse, ormai da tanti mesi, una chimera, e le famiglie che hanno perso tutto sono sempre più abbandonate.

Ambiente, fiumi, mari e coste sono ormai diventati delle cloache a cielo aperto grazie a tanti depuratori malfunzionanti e a discariche abusive.

Siamo un Paese che non ha mai avuto una legge elettorale chiara in quanto ogni lobby politica ne vorrebbe una a sua immagine e somiglianza, determinando con ciò una continua instabilità politica, scelte poco chiare e nessun rinnovo della classe politica stessa.

La corruzione e le ruberie di ogni sorta, in questo nostro Paese, sono ai primi posti nella classifica mondiale, e alla fine i colpevoli sono i giudici e non i corrotti. E adesso, notizia fresca, i cittadini non devono sapere chi è indagato, proponendo, sempre da parte della solita classe politica, avvisi di garanzia top secret.

Sempre queste lobby politiche fanno finta di lamentarsi che i processi giudiziari sono lunghi, ma poi non fanno nulla per rendere la giustizia più efficiente, perché è proprio a loro che non conviene, in quanto gran parte di questa classe politica finirebbe, probabilmente, nelle patrie galere.

In termini di onestà, trasparenza e informazione abbiamo quasi i peggiori mass media del mondo.

In questi ultimi anni abbiamo avuto e abbiamo a tutt’oggi, come un cappio al collo, governi fantocci ed abusivi imposti da questa, ormai, asfittica e finta Unione Europea, con la partecipazione di governanti, partiti e partitini che hanno distrutto l’Italia e che ancora continuano a pontificare perseverando nel prendere in giro i cittadini.

Insomma, quand’è che ci indigneremo sul serio e scenderemo in piazza per protestare A TEMPO INDETERMINATO?

E se non si vuole scendere in piazza, quand’è che smetteremo, almeno, di dare ancora il nostro consenso a questa classe politica, a questa classe dirigente e a tutti i loro codazzi?

Certo, ci sono molti cittadini che stanno bene in questo sistema, ma stiamo pur tranquilli che prima o poi, anzi più prima che poi, questo malessere travolgerà tutti quanti noi, nessuno escluso. E se non ci colpirà tutti adesso, probabilmente, se si continuerà di questo passo, potrà colpire i nostri figli, o anche i nostri nipoti.

Che razza di Paese siamo diventati?

Come si fa ad accettare ancora determinate logiche politiche, economiche e sociali, con relativo annientamento della dignità di tanti cittadini?

RIPRENDIAMOCI!

Pietro Giovanni Spadafora

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*English Version

ITALY – What kind of Country have we become?

What kind of people have we become? Our Country is going to hell!

Here is collapsing everything, every type of crime is increasing, health care and public school, the two vital sectors of the Country, soon will be non-existent.

There is a daily exodus, particularly from the Southern of the Country, of many Italian citizens. Scientific research is non-existent and many scientists are to realize their discoveries elsewhere. Especially many young unemployed go away from this Country, and elderly persons, in increasing numbers, are forced to work up to seventy years and then get a trifling pension, while a steady immigration of thousands of people crosse the Italian borders without any help from this kind of Europe, causing a war between poors, our own and those who come from outside.

We are a Country where poverty is increasing steadily, no policy towards the family with consequent collapse of births, tourism is absent and our architectural and cultural heritage, one of the most prestigious in the world, is in free falling, What to say of my Calabria, the last region in Europe in every term, where public transport is non-existent, with abandoned airports and ports, and where internal road links are the same of the Third World.

In addition to the damage there is salso the insult for the affected central areas of the Country since the last earthquake, because the reconstruction has become, although many promises, now for many months, a pipe dream, and the families who have lost everything have increasingly been abandoned.

Environment, rivers, seas and coasts have now become open sewers thanks to many dysfunctional purifiers and illegal dumping ground.

We are a Country that has never had a clear electoral law since each political lobby would like to have it in his image and likeness, thereby causing a continuous political instability, unclear political choices and no renewal of the political class itself.

Corruption and theft of all sorts, in our Country, are at the first places in the world rankings, and at the end the guilty are judges and not corrupt persons. And now, fresh news, citizens do not have to know who is being investigated, suggesting, always by the usual politicians, top secret judicial warranty warning.

Always these political lobbies pretend to complain that judicial processes are long, but they do nothing to make most efficient justice, because are quite them who do not agree, and because most of this political class would go, probably, in the homeland jails.

In terms of honesty, transparency and information we have almost the worst mass media of the world.

In recent years we have had and we still have, like a noose around the neck, puppets and abusive governments, imposed by this lifeless and faint European Union, with the participation of governors, parties and small parties that destroyed Italy and still continue to pontificate persevering in cheating people.

So, when are we going to get angry seriously and take to the streets to protest INDEFINITELY?

And if we do not want to take to the streets, when we will stop, at least, giving our consent to this political class, this ruling class and to all their followers?

Of course, there are many citizens who are doing well in this system, but we can be sure that sooner or later, more sooner than later, this malaise will overwhelm all of us, without exception. And if this malaise will not affect all of us now, probably, if we continue at this rate, it will affect our children, or our grandchildren.

What kind of Country have we become?

How can we accept, yet, some certain political, economic and social logics, letting them destroy the dignity of so many of us Italian citizens?

LET’S PERK UP!

PGS

INCHIESTA CONSIP

Da SGF IN PIAZZA 4/3/2017

Adesso quasi tutta la partitocrazia insieme a qualche suo vecchio esponente, nonché a qualche chierichetto patetico, insieme a qualche suorina in affanno, solo perché i loro partiti sono corrotti fino al collo, dicono, con l’aiuto dei mass media assoldati, con il tentativo di delegittimare l’inchiesta e gli stessi magistrati, che è in pericolo la democrazia, che ci sono giustizialisti, avvoltoi, sciacalli e forcaioli, ma anche, per fortuna loro, qualche garantista.

TUTTE SCIOCCHEZZE!

Non vi sono garantisti né forcaioli, né tanto meno avvoltoi, sciacalli e giustizialisti, e non è in pericolo nessuna democrazia!
Vi è solo la legge! E i magistrati applicano la legge. Punto!

MA COS’È LA CONSIP?

E pensare che la Consip doveva operare in un’ottica di trasparenza. Aveva rinnovato la sua struttura organizzativa e funzionale con la creazione di un “Organismo di Vigilanza”, in base alla legge 231/2001, per far fronte ai rischi di reati contro la Pubblica Amministrazione.

ECCO LA CONSIP:

è la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana.

Consip è una società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ne è l’azionista unico, ed opera secondo i suoi indirizzi strategici, lavorando al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione.

La Società svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell’ambito degli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche.

In qualità di centrale di committenza nazionale, realizza il Programma di razionalizzazione degli acquisti nella PA. Sulla base di specifiche convenzioni, supporta singole amministrazioni su tutti gli aspetti del processo di approvvigionamento. Attraverso provvedimenti di legge o atti amministrativi, sviluppa iniziative che coinvolgono sia le proprie competenze nel procurement, sia la propria capacità di gestire progetti complessi e innovativi nell’ambito della Pubblica Amministrazione.

Questi obiettivi vengono realizzati attraverso un modello organizzativo del tutto innovativo nella realtà italiana, che coniuga le esigenze delle amministrazioni con l’attenzione alle dinamiche del mercato, in un’ottica di massima trasparenza ed efficacia delle iniziative.

Consip rende più efficiente e trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche, fornendo alle Amministrazioni strumenti e competenze per gestire i propri acquisti di beni e servizi, stimolando le Imprese al confronto competitivo con il sistema pubblico.

DICEVANO:

“Siamo e vogliamo essere protagonisti dell’innovazione al servizio del Paese. Siamo e vogliamo essere riconosciuti come un’eccellenza. Un’eccellenza nelle persone, nei processi e nelle tecnologie. Eccellenza nei risultati.

Il sogno di portare un reale valore aggiunto al Paese, ci fa scegliere di far parte di Consip, ricercando continuamente nuove opportunità e soluzioni con la passione, la creatività e le competenze che ci caratterizzano”.

CAPITO BENE?

CHE DIRE? DI CHI DOBBIAMO FIDARCI?

DOBBIAMO FIDARCI DI QUESTI CENTRI DI POTERE MALATI?

SIAMO ALL’ASSURDO!

PER FORTUNA NOSTRA CHE C’E’ LA MAGISTRATURA!

VIVA LA MAGISTRATURA!

CORROTTI E PRIVILEGIATI.

Ancora troppa corruzione. Ancora troppe persone sguazzano nei privilegi. Ancora troppe persone usano i soldi dei cittadini, i soldi nostri, per farsi i comodi loro. Ancora troppe persone fingono di fare riforme e, alla fine, ci gabbano sempre.

Dobbiamo smascherarli questi spudorati! Perché se noi smettiamo di crederci, vincono loro. E non possiamo permettercelo!

PRODUZIONE, CONSUMISMO E RIFIUTI.

Un tale modello di sviluppo come il nostro, quello occidentale, a mio avviso, crudele, che ormai nessuno può più governare, ci sta stritolando tutti. Siamo proiettati verso un futuro con un consumismo sempre più sfrenato, privo di moderazione e di ritegno.

È chiaro che la colpa è dei tanti governanti, politici e imprenditori, con i loro silenzi, con i loro arricchimenti illeciti, ma anche della disinformazione in genere, che contribuiscono a far percepire che quella della infinita produzione di beni, la maggior parte inutili, insieme allo sfrenato consumismo, siano la migliore “way of life” possibile.

Il denaro deve girare, non si deve fermare! La produzione deve sempre più inventare e aumentare! L’arricchimento deve essere sempre maggiore! The show must go on! Fino a quando?

Siamo diventati una società priva di princìpi, di valori condivisi che non siano il “Dio Denaro”, inguaribilmente consumistica, e, spesso e volentieri, volgare.

Tutto ciò, ovviamente, produce rifiuti di ogni tipo. Ed è chiaro che nella civiltà industriale, qual è la nostra, si può solo spostare il fronte del rifiuto, ma non lo si può eliminare. Democrito, filosofo greco antico, diceva che in natura “nulla si crea e nulla si distrugge”. L’idea che i rifiuti possano essere eliminati è solo utopica.

Prendiamo, per esempio, uno dei metodi che oggi ci sta più a cuore: raccolta differenziata e riciclaggio. Intanto anche gli impianti di riciclaggio producono scorie per circa il 50% del raccolto, che è sicuramente un concentrato delle sostanze più inquinanti. E l’altro 50%? In genere i rifiuti riciclati sono così scadenti che nessuno li vuole e se ne fa un enorme stoccaggio, in pratica altre discariche a cielo aperto. Ma poi questo stoccaggio dovrà pur finire in qualche inceneritore, che naturalmente produce a sua volta altre scorie con tutte le conseguenze. E si torna da capo.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti non si risolve facilmente, anche con l’uso di nuove tecnologie drogando sempre di più il sistema. È praticamente irresolubile. I rifiuti si possono nascondere, come la polvere sotto al tappeto, o come detto, bruciare, ma non cambia assolutamente niente se l’inquinamento si dirige verso l’atmosfera invece che restare al suolo.

In un quadro del genere sono ridicole, per non dire grottesche, alcune beghe per la lotta alla salvaguardia dell’ambiente. Di sicuro molte regole andrebbero fatte rispettare sotto ogni profilo, ma il vero problema è un altro, e lo sappiamo tutti qual è, anche se continuiamo a girarci intorno: i rifiuti non sono che l’altra faccia, spudorata e quasi nascosta, della civiltà dei consumi.

O ci convinciamo a ridurre il consumo (ne saremmo capaci?), almeno di quei beni inutili, e quindi produrre di meno, rinunciando a determinati princìpi demenziali come “l’usa e getta”, nonché, ma in questo molte aziende dovrebbero essere obbligate a farlo nella loro produzione, alla “obsolescenza programmata” di tanti beni strumentali, e quindi a gran parte dell’illecito guadagno, oppure è inutile versare lacrime di coccodrillo cercando di tappare qualche falla della nave che ormai sta affondando.

Ormai la nostra società occidentale è su una bicicletta costretta ad andare sempre più veloce per tenersi in equilibrio.

L’industrialismo e il frenetico consumismo ci hanno portato a questo punto di non ritorno, e solo un qualche crack, o lo sbandamento in qualche curva, può farci fare un salto indietro di qualche milione di anni.

La verità è che al posto del mondo naturale ce ne siamo costruito uno artificiale, senza essere più capaci di governarlo.

Il denaro deve girare! La produzione deve andare avanti! The show must go on! Fino a quando?

Il resto sono solo bugie, luride bugie!

PGS