San Giovanni in Fiore – Cultura: la figura dell’illustre archeologo GASPARE OLIVERIO irrompe nella NOTTE NAZIONALE DEL LICEO CLASSICO.

Di Pietro Giovanni Spadafora

La figura dell’illustre archeologo ed epigrafista sangiovannese GASPARE OLIVERIO è stata presentata nella III EDIZIONE DELLA NOTTE NAZIONALE DEL LICEO CLASSICO qui a San Giovanni in Fiore che si è svolta ieri 13 gennaio 2017 dalle ore 18,00 alle ore 24,00, proprio nella sede del Liceo Classico cittadino.

Massiccia la partecipazione di studenti, genitori e cittadini, tra cui giornalisti, scrittori, associazioni culturali e autorità del luogo.

Grazie, poi, alla Professoressa Maria Gabriella Militerno, docente presso il Liceo Classico locale, che ha esposto ed illustrato la vita e le opere del grande archeologo ed epigrafista Gaspare Oliverio, in stretto contatto con i parenti e la famiglia dello studioso, e grazie ad un suo pronipote, il Dott. Avv. Angelo Oliverio, proveniente dalla Città di Napoli dove vive, che ha presenziato alla manifestazione, è stata proposta, con fondi sempre della famiglia di Gaspare Oliverio, con modalità e criteri da definire, una borsa di studio per gli studenti sangiovannesi più meritevoli per quanto riguarda gli studi classici ed artistici, intitolata alla memoria dell’illustre archeologo ed epigrafista sangiovannese.

Ma chi era Gaspare Oliverio?

GASPARE OLIVERIO: archeologo ed epigrafista illustre di San Giovanni in Fiore che tanti sangiovannesi non conoscono.

Gaspare Oliverio nacque il 5 ottobre 1887 a San Giovanni in Fiore (Cosenza) nella casa di famiglia sita tra Via Maruzza e via Rovello da Francesco Antonio e da Maria Felice Romei.

Sin da giovane iniziò gli studi classici e compì studi umanistici presso l’Ateneo di Napoli sotto la guida di Giulio De Petra, Antonio Sogliano e Alessandro Olivieri. Tra il 1908 e il 1910 pubblicò brevi saggi dedicati a iscrizioni e monumenti di Napoli e Pompei. Si perfezionò alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, all’epoca diretta da Luigi Pernier, come allievo borsista nel 1913, riconfermato nel 1914, e durante il soggiorno prese parte alla missione archeologica italiana di Creta condotta da Federico Halbherr, per poi tornandovi nuovamente nel 1921.

Nei pressi del Pretorio di Gortina, nel 1913, scoprì un piccolo santuario di età flavia dedicato alle divinità egizie; l’anno dopo, ampliando lo scavo, individuò una serie di stele incise con iscrizioni votive appartenenti a un santuario di epoca anteriore. Nella primavera del 1914, con Pernier e Biagio Pace, intraprese lo studio topografico del territorio a nord-ovest di Creta ed ebbe l’incarico di collaborare alla silloge delle iscrizioni cretesi a cura di Domenico Comparetti e Halbherr.

Sempre nel 1914, assieme a Giangiacomo Porro e Silvio Ferri, seguì Ettore Ghislanzoni in Libia per coadiuvarlo nell’esplorazione di Cirene. Nel 1916 fu nominato ispettore ai monumenti e scavi della Cirenaica e nel 1924 soprintendente alle antichità, ruolo ricoperto sino al 1933. A Cirene fu affiancato da una missione archeologica composta da Carlo Anti, Luigi Giammuti e Italo Gismondi, guidata da Pernier che, dal 1925 al 1929, concentrò l’attività di scavo sui grandi cantieri dell’agorà e del santuario presso la fonte di Apollo. Protagonista delle prime scoperte epigrafiche di Cirene, ne diede conoscenza attraverso una serie di brevi monografie tra 1932 e 1936.

Fra i documenti più importanti rinvenuti: per l’età greca, la stele di Tolomeo Neòteros con il lascito del regno cirenaico ai Romani e il decreto contenente il giuramento dei fondatori; per l’età romana, la stele di Augusto dell’agorà relativa all’amministrazione giudiziaria e finanziaria della provincia; per il periodo bizantino, la nuova costituzione promulgata dall’imperatore d’Oriente Anastasio. Oliverio intuì il funzionamento del raro sistema numerico impiegato in Cirenaica per operazioni di computo monetale tra V e II secolo a.C. Seppur geloso delle proprie scoperte, si confrontò spesso con Gaetano De Sanctis, ottenendo suggerimenti per le pubblicazioni.

Nel 1930 collaborò al vol. VIII dell’Enciclopedia Italiana e nel 1931, dopo aver pubblicato la prima guida storico-archeologica di Cirene, diede alle stampe la relazione sulla prima spedizione italiana di ricognizione topografica e archeologica in Cirenaica (1910).

Frequentò l’Università di Berlino, coltivando rapporti di studio con Friedrich Gaertringer von Hiller e Ulrich von Wilamowitz Moellendorff. Nel 1933 ottenne la libera docenza in antichità ed epigrafia greca, nel dicembre dello stesso anno fu nominato professore straordinario di antichità classiche presso l’Ateneo fiorentino. Il 29 ottobre 1935 fu chiamato a Roma, dove l’anno seguente divenne ordinario in antichità greche e romane all’Università La Sapienza.

Il 7 gennaio 1936 sposò Ida Agnesi Crema, più giovane di 16 anni.

Dal 1936 al 1942 ricoprì il ruolo di direttore dell’Istituto di Storia Greca e, dal 1951 fino alla sua morte, quello di direttore dell’Istituto di Antichità Greche e Romane. Fu socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei (dall’agosto 1947) e dell’Istituto Germanico, membro del Consiglio Direttivo della Società Atene e Roma, Cavaliere della Corona d’Italia e Grand’ufficiale della Stella d’Italia. Dal 1946 al 1950 diresse la Scuola Nazionale di Archeologia di Roma, con la quale nel 1950, avviò un’ampia campagna di scavi a Locri in contrada Centocamere (1950-56), riportando alla luce uno dei più importanti complessi urbanistici della Magna Grecia, la Locri Epizefiri. Tali scavi riguardarono un’area molto vasta dell’antico abitato, riportando alla luce un intero quartiere e permettendo agli studiosi di meglio approfondire la conoscenza di alcuni aspetti di quella che fu la vita quotidiana nell’antica Locri Epizefiri. Scavi che, non ancora terminati, si interruppero nel 1956 a causa della sua prematura scomparsa.

Morì a Locri il 5 gennaio 1956. Fu sepolto nella cappella di famiglia presso il cimitero di San Giovanni in Fiore.

La morte arrivò proprio nel suo “campo di battaglia”, il campo di scavi a Locri, zona ricca di memorie dell’antichità, di una civiltà classica che ha lasciato tracce evidenti di ricchezza culturali e che, ancora oggi, può offrire nuovi tesori documentari. E di questi tesori, gravidi di storia e di arte l’Oliverio ha fatto motivo di tutta la sua indagine speculativa.

Persona generosa, non fece mai mancare tutto il suo affetto ai suoi cari nonché ai tanti amici che lo conobbero.

Studiò con metodo,rispetto delle competenze e subordinò tutte le sue opere a puri fini scientifici.

Fu un sangiovannese esemplare con una volontà di ferro, con una grande tenacia e una sterminata dedizione al lavoro, contro ogni difficoltà, rischi ed ostacoli.

Si parta anche da questi grandi uomini, da questi grandi studiosi e da queste eccellenze per ricostruire la tradizione, la cultura e l’identità del popolo sangiovannese!

Pietro Giovanni Spadafora

In allegato

Alcune foto inedite (documenti storici), provenienti dall’archivio di famiglia, di Gaspare Oliverio nel sito archeologico di Cirene in Libia con il Re d’Italia Vittorio Emanuele III; con Maria José, l’ultima Regina d’Italia come consorte di Re Umberto II, (poiché il suo regno durò solamente dal 9 maggio al 18 giugno 1946, venne soprannominata dagli italiani Regina di maggio); con l’allora Governatore della Libia Italo Balbo, e poi mentre scopre un’erma insieme all’allora Preside della Facoltà di Lettere Classiche dell’Università di Pisa; ed infine con alcuni suoi famigliari.

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P.S.

Da settembre 2016 i nuovi scavi a Locri Epizefiri.

Saranno condotti dalla Scuola Normale Superiore di Pisa grazie a un accordo con la Soprintendenza Archeologia della Calabria e il Polo Museale regionale.

Domenica, 17 Luglio 2016 16:39
Pubblicato in Cronaca Corriere Calabria

LOCRI – Grazie a un accordo di collaborazione scientifica pluriennale tra la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Soprintendenza Archeologia della Calabria e il Polo Museale della Calabria saranno avviate, a partire da settembre 2016, nuove ricerche archeologiche e attività nel sito dell’antica città greca di Locri Epizefiri e nel suo territorio. Le ricerche, individuate, concordate e promosse in stretta collaborazione con il Museo e Parco Archeologico di Locri e Kaulon, diretto da Rossella Agostino, rientrano nel programma del Laboratorio di Storia Archeologia Epigrafia e Tradizione dell’Antico (Saet) della Scuola Normale di Pisa, diretto da Andrea Giardina, con il coordinamento scientifico di Gianfranco Adornato.

Forte della trentennale attività in Sicilia e in Magna Grecia, e delle competenze e professionalità maturate in questi ambiti, il Laboratorio, fondato nel 1984 da Giuseppe Nenci, e diretto successivamente con risultati di grande rilievo da Carmine Ampolo, sceglie oggi la città di Locri come osservatorio privilegiato in campo archeologico e come vera e propria palestra di formazione e di metodo per gli studenti e i perfezionandi della Scuola. Al tempo stesso il Saet concorre a un piano di valorizzazione del Museo e di alcune aree importanti del Parco Archeologico di Locri.

SGF – Prendiamola così non possiamo farne un dramma…

Non sappiamo dire se sia paradossale, o pazzesco, o ridicolo ironizzare sui disagi della popolazione rispetto alle avverse condizioni meteo.

La cosa sconcertante è che lo fa addirittura chi invece dovrebbe preoccuparsi di cercare di alleviare le sofferenze dei cittadini.

L’ironia presuppone una gran dose di esperienza, e solo se si conoscono bene le cose pesanti si riesce a farle diventare leggere.

L’altra cosa inaccettabile è che per tanti, finché la si fa sugli altri, la si chiama ironia, se poi la si fa su di loro, la si chiama cattiveria.

È ovvio che dietro a un’ironia fuori luogo spesso ci sono anni di solitudine. Ma la vera ironia dovrebbe solo pungere e solleticare. Se fa male non lo è: si chiama OFFESA. E non resta che chiedere scusa. O tacere.

In questo momento sta nevicando. Si spera che chi domani dovrà andare a lavorare, a piedi o in auto, lo possa fare e possa uscire dalle proprie abitazioni, senza alcuna difficoltà!

San Giovanni in Fiore – LAVORO

A fronte di tante truffe, familismo e clientelismo, distrazioni di denaro pubblico, raccomandazioni agli amici e agli amici degli amici, vogliamo pubblicare questi dati della nostra pagina facebook (42 mila 951 visite ultima settimana) non per darci vanto di qualche merito o capacità, ma semplicemente per fare RIFLETTERE e per SENSIBILIZZARE le nostre Istituzioni Comunali, Provinciali e Regionali, affinché si prenda atto di come il PROBLEMA LAVORO sia sentito da tanti sangiovannesi e calabresi, e di quanto sia doloroso lasciare le proprie famiglie e i propri cari per andare a sudare, a lottare, e forse anche a morire, in Paesi e terre lontane.

La difficoltà di inserimento dei giovani e di tante persone nel mondo del lavoro è un problema comune in molte regioni e comunità italiane, ma qui, a San Giovanni in Fiore e in Calabria, è più acuto che altrove.

Stiamo rischiando di compromettere permanentemente il futuro di un’intera generazione, quella sangiovannese, calabrese e non solo. Non è troppo tardi per intervenire, ma non si può perdere altro tempo!

Meetup M5S SG

San Giovanni in Fiore – Gelo, scuole, politica e il teatrino delle promesse e delle rassicurazioni!

Mentre studenti, docenti e personale ATA muoiono di freddo la Provincia di Cosenza (Ma non dovevamo vederci più?) è ancora tra noi: vive, spende e spreca. Rappresenta un “poltronificio” utile a piazzare politici, parenti e amici ammanicati, nonché a provvedere alle loro nomine in aziende partecipate ed altre controllate.
Non solo, si derubano i cittadini della possibilità di scegliere i propri consiglieri provinciali che sono autoproclamati dai consiglieri comunali e dai sindaci, impegnati a fare campagna elettorale, di tutti i comuni della provincia.

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Di Maria Gabriella Militerno – Docente Liceo Classico SGF

L’ennesima farsa è andata in scena, stamattina, a San Giovanni in Fiore! Scenario, gli interni dei vari edifici scolastici! Nonostante le rassicurazioni provenienti dall’Amministrazione Comunale, circa il monitoraggio delle scuole di sua competenza e circa la sinergia con l’ente Provincia e i Dirigenti Scolastici per le scuole superiori, molte sono state le criticità rilevate stamattina dal personale scolastico tutto e dagli allievi delle scuole di ogni ordine e grado. La temperatura esterna era -6, quella interna +4!!! Naturalmente molti allievi, entrati per sincerarsi della temperatura delle singole aule, sono andati via di corsa! Quei pochi che sono entrati hanno invitato i singoli genitori, a venirli immediatamente a prendere perché il freddo era insopportabile! Quindi numerosi sono stati i disagi per i malcapitati genitori, soprattutto per i genitori dei pendolari, che in alcuni casi, hanno dovuto lasciare il loro posto di lavoro per venire a prelevare i loro figli! E non mi si venga a dire che questo freddo è normale per un paese di montagna, perché è attestato dalla stessa Protezione Civile che trattasi di un’ondata di freddo pungente del tutto eccezionale! Ancora una volta si parla bene e si razzola male! Delle strade poi che dire? Quello che ho già scritto in un post di una settimana fa. “Gli esponenti di questa amministrazione pensano, forse, che tutti gli abitanti di San Giovanni in Fiore, abbiano la loro dimora solo sulle strade principali e che nelle strade secondarie abbiano dimora folletti e fate, esseri capaci di volare, evitando, quindi, di rimanere vittima di qualche incidente per il ghiaccio ivi presente? Altrimenti non si spiega come mai le strade principali siano perfettamente percorribili, mentre quelle secondarie abbiano delle importanti lastre di ghiaccio, a tratti, a suggello” della nuova nevicata dell’Epifania e delle temperature che si sono attestate molto al di sotto dello zero. A corredo di quanto affermo qui, questa volta, allego foto, da me scattata alle ore 8,50 di stamattina, della via secondaria, Santa Lucia, mentre mi recavo a scuola, prima di immettermi sulla principale via Gramsci, questa perfettamente percorribile. Per domani si faccia fronte alla situazione in modo più solerte e saggio! La sinergia non deve restare una bella parola, ma si deve materializzare sempre nell’interesse della collettività!

Maschere, ipocrisia, arroganza, presunzione e politica.

Se come cittadini non ci interessiamo alla politica, stiamo pur tranquilli che sarà la politica ad interessarsi a noi, ma in modo ingannevole.

Auspichiamo che in questo nuovo anno ci sia più partecipazione alla vita politica, se non altro per sgamare tanti lestofanti che con la politica si sono arricchiti, senza mai lavorare un giorno.

Per sgamare tutte le bufale, gli annunci e le promesse di ogni sorta.

Speriamo di incontrare, in questo nuovo anno, sempre politicamente parlando, più volti e meno maschere. Ѐ una società piena di politici ipocriti, di impostori, di paraculati, trombati, riciclati, nominati, incaricati e raccomandati, dove tutti fanno finta di essere qualcosa che non sono, sempre con lo scopo di arricchirsi alle spalle del popolo.

Ogni persona falsa, ma anche ogni politico falso, è una maschera, ben fatta, ma con un po’ di attenzione si può distinguerla dal volto. Le persone e i politici ipocriti li riconosci subito, hanno una maschera sull’anima. Mentono con sincerità. Nascondono il volto con un sorriso, ma se si presta attenzione, con intelligenza, al loro comportamento e al loro modo politico di agire, facendoglielo notare, non possono più nascondersi, e il marcio che hanno dentro viene a galla. Per non parlare degli arroganti. Ѐ ovvio che dietro la loro arroganza nascondono la loro insicurezza e la loro incapacità. Se scoprono una vecchia idea credono che sia la loro.

Speriamo, in questo nuovo anno, di incontrare meno presuntuosi. Credono, con la loro presunzione, di poter volare alto, ma non si rendono conto che la presunzione gonfia l’uomo, ma non lo farà mai volare. Purtroppo più piccola è la loro mente più grande è la loro presunzione, credendo di essere quello che vorrebbero essere.

Speriamo, infine, in questo nuovo anno, di incontrare, sempre politicamente parlando, persone più oneste, competenti, preparate, e, soprattutto, più umili con il loro vero volto.

Perché di umiltà non è mai morto nessuno!

Redazionale
SGF IN PIAZZA

CONSIDERAZIONI DI FINE ANNO: DAL GENERALE AL PARTICOLARE..

Noi Italiani, e non, apprendiamo, dai media, che il Governo italiano attuale, clone di quello passato, ha stanziato 20 MILIARDI DI EURO, per salvare dalla bancarotta, alcune banche in difficoltà, in modo particolare MPS (Monte dei Paschi di Siena).
Allora vi domando e mi domando: se una famiglia benestante (MPS, bancomat di una certa forza politica, e le altre banche in difficoltà) sperperasse tutte le ricchezze che ha, ricorrendo ad un’amministrazione leggera e non oculata delle stesse, avremmo noi pietà di questa famiglia a tal punto da aprire una sottoscrizione, autotassandoci e privandoci del necessario, per supportare la sua scellerata amministrazione, i cui singoli componenti (i vertici di MPS e delle altre banche in difficoltà) nel frattempo hanno accumulato una serie di beni di inestimabile valore, nascosti ai più, e da utilizzare quando la bufera si sarà calmata? La risposta, senza pensarci su, da parte di tutti, sarebbe NEGATIVA!
Ma il Governo non ha nessuna intenzione di farci simili richieste e così DECIDE, d’imperio, di ricapitalizzare MPS e le altre banche! Con quali soldi? Con quelli di noi contribuenti che già lavoriamo per sei mesi l’anno per pagare le tasse e solo per gli altri sei lavoriamo per sopravvivere! E quante famiglie non possono fare neanche questo! E allora il M5S, seguendo una politica diffusa in tutti i Paesi di questa Europa che viene definita Unita, propone un REDDITO DI CITTADINANZA, atto a dare dignità a quelle famiglie, a quei giovani, a quei disoccupati che non sanno come sopravvivere! Quanto sarebbe necessario per realizzare ciò? Circa 17 miliardi di euro. Ma il Governo cosa risponde? Che mancano i fondi! E allora, caro popolo italiano, non vi pare che i componenti di questo Governo, di questo sistema e di questa politica sottovalutino in modo vergognoso le nostre capacità intellettive?
E poi, mentre i fondi per il reddito di cittadinanza potrebbero rappresentare un ritorno economico per tutti noi, quelli per il MPS e le altre banche rappresenterebbero un ritorno economico per quegli stessi che ne hanno consentito la bancarotta, aumentando il già vertiginoso debito pubblico che grava sulle nostre spalle!
Ma non finisce qui! Nella legge di stabilità 2016, l’impegno finanziario per rinnovare i contratti in tutta la Pubblica Amministrazione sarà pari a 5 miliardi nel triennio 2016-18. Attenzione, però, trattasi solo di una promessa fatta dal Governo prima del Referendum Costituzionale per comprarsi i voti di lavoratori pubblici indignati! Ma anche questi 5 miliardi, come i 17 per il Reddito di cittadinanza, non si sa dove prenderli! Questa la situazione generale!

Per quanto riguarda il particolare, poi, ci sarebbe da ridere, ma in realtà si piange soltanto, perché ci sono comuni, come San Giovanni in Fiore, paese di montagna, in cui nelle casse non è dato trovare gli spiccioli per comprare il sale da spargere sulle strade, quando viene giù la neve (come in questi giorni) che non dovrebbe essere considerata un fenomeno eccezionale, ma un evento atmosferico del tutto normale, visti i suoi circa 1100 metri sul livello del mare.
Eppure i soldi per le luminarie, molto belle, ci sono stati, per alcune manifestazioni pure! Ah, dimenticavo! Trattasi di fondi vincolati che devono essere utilizzati solo per quegli scopi. Giovenale parlava di “panem et circenses”. Oggi la crisi ci consente di confidare solo nei “circenses”! Come se in una famiglia i soldi presenti fossero obbligatoriamente finalizzati per acquistare abiti e gioielli e non per beni di prima necessità. Senza acquistare cibo che fine farebbero i membri di quella famiglia?
Ricordate la storia del mitico re Mida? Trasformava in oro tutto quel che toccava, anche il cibo che si portava in bocca! Nonostante avesse tanto oro, morì di fame! La stessa cosa potrebbe succedere ai membri di quella famiglia! Perché, oggi, l’apparenza deve essere salvata anche nella gestione dei fondi! E comunque sia, prepariamoci a versare sangue, sudore e lacrime anche per il 2017 per coprire la dissolutezza di gente senza scrupoli che decide delle nostre vite.

Maria Gabriella Militerno, attivista, sempre più convinta, del M5S, quello sano, quello vero, quello puro, non quello di convenienza, però!

SGF – Ecco, come annunciato, il resoconto di fine anno dell’operato dell’Amministrazione Comunale.

San Giovanni in Fiore – Gli annunci in “Pompa Magna”, lo stallo politico e il flop piano neve dell’Amministrazione Comunale.

Con la neve di questa fine d’anno siamo arrivati al paradosso. Molti cittadini  lamentano, per gli innumerevoli disagi, l’inesistente piano neve mai allestito dal Comune. Eppure da quando è nato il mondo, qui a San Giovanni in Fiore, comunità di montagna oltre mille metri s.l.m., è sempre nevicato.

Ma andiamo ad esaminare l’operato di questa Amministrazione.

San Giovanni in Fiore è una comunità in grave difficoltà e di tutto ha bisogno fuorché di una situazione di stallo come quella che da mesi sta vivendo l’attuale Amministrazione Comunale. Non che le precedenti amministrazioni siano state più lungimiranti ed efficaci, ma dopo circa un anno e mezzo di governo dell’attuale non c’è una programmazione e si procede a vista, mentre il “Sistema Comune” perde terreno.

Da mesi le questioni politiche, amministrative e contabili riguardanti il nostro Comune amplificano il divario tra la narrazione dell’attuale classe politica locale e regionale che amministra la Città, e la realtà percepita dai cittadini sangiovannesi. Solo annunci, soppressione di servizi vari, poi qualche ripristino facendolo passare per una grande conquista, ma nulla di nuovo. Le lancette dell’orologio politico-amministrativo sangiovannese sono ormai ferme da anni.

Nella nostra comunità si continua a mantenere una situazione di stallo e di totale incertezza, ma, oltre a non esserci segnali di miglioramento, se non di peggioramento, pare ci siano solo poche idee che galleggiano in un mare di parole. Il livello di vulnerabilità è grande! Se poi vengono bypassate anche le regole fondamentali della democrazia e della trasparenza, allora siamo messi proprio bene!

È vero, San Giovanni in Fiore è una comunità che ha molte potenzialità per salire sotto ogni aspetto, ma, a nostro modesto parere, non ha motivazioni profonde e forse neanche le capacità perché possa realmente risalire la china. Ѐ chiaro che la responsabilità, oggi come ieri, è della consolidata rancida politica nonché della solita obsoleta partitocrazia, insieme al sindacato dei due pesi e due misure che pensa solo ai suoi privilegi, a cui oggi, fortunatamente, la Corte dei Conti sta ponendo un freno, con tutti i loro adepti, accoliti e riciclati di ogni sorta. Ormai i vari cambi di amministrazione, perennemente pieni di promesse non mantenute, sembrano inefficaci, e l’unico obiettivo è quello di tirare a campare.

Ma andiamo per ordine.

SANITÀ – La sanità qui a SGF è in una situazione quasi inesistente, checché ne dica qualche dirigente medico politicizzato insieme agli amministratori locali con i loro annunci, proclami e promesse.

Allo stato attuale non sono garantiti i cosiddetti LEA, negando, di fatto, ai cittadini, il diritto costituzionalmente previsto per la tutela della salute. Il servizio urgenza-emergenza non esiste. Non vi sono le condizioni per dare risposte sanitarie efficienti ed efficaci in tempo utile. Il pronto soccorso, più che prestare le prime cure in tutti i casi di urgenza ed emergenza (traumi, infarti ecc.), è semplicemente ridotto ad un ufficio di smistamento utenti e pazienti di qua e di là. Se qualche vota qualcosa va bene dobbiamo davvero dire che siamo fortunati.

Certo, l’Amministrazione Comunale, lo sappiamo, non è che abbia molte competenze in merito, ma la si smetta di prendere in giro la cittadinanza con proclami e annunci roboanti di chissà quali servizi sanitari. E poi, si sa, una rondine non fa primavera. Quello che si è visto sinora e di cui si annunciano servizi sanitari in “Pompa Magna”, sono semplicemente incarichi politici senza alcun servizio reale per i cittadini con ulteriori costi per i contribuenti tutti, in previsione, ahinoi!, anche di ulteriori tagli.

Se l’attuale situazione della sanità sangiovannese, grazie alla vecchia politica e ai suoi assessori che si sono avvicendati nel tempo, viene raffrontata con quella di qualche decennio fa, emerge chiaramente che il rapporto è di uno a dieci.

AMBIENTE – La situazione ambientale, in generale, sul territorio comunale peggiora quotidianamente e nessun provvedimento è stato, finora, intrapreso. Della raccolta differenziata, sebbene diversi cittadini siano stati forniti dei relativi kit da oltre un anno, ancora non se ne intravvede nemmeno l’ombra.

A proposito di regole e di ambiente, siamo sicuri che sotto l’aspetto igienico, sanitario e di profilassi in questo nostro territorio vada tutto bene? Il rispetto delle regole non è un optional, e non può essere usato con due pesi e due misure!

URBANISTICA, TURISMO ECC. – A parte qualche addobbo natalizio, per carità, molto belli, nessuna crescita e rilancio del territorio sotto l’aspetto turistico, nessuna rivalutazione e recupero di alcuni immobili storici abbandonati e inutilizzati. Non si capisce perché ci sia un’incapacità innata ad utilizzare fondi europei che pure esistono. Nessun progetto o idea per l’agricoltura e la forestazione sul demanio comunale, checché ne dicano i soliti epigoni delle vecchie salme ancora al potere regionale e nazionale.

CULTURA, COMMERCIO E ATTIVITÀ PRODUTTIVE – La cultura, intesa innanzitutto come elemento identitario del territorio, non è stata messa fino ad oggi, al centro del suo processo di trasformazione e di rivalutazione dei beni culturali, delle tradizioni, della tipicità dei beni e prodotti eno-gastronomici locali, nonché delle peculiarità naturali che il territorio comunale possiede.

La cultura dovrebbe essere la forza motrice di ogni attrazione sotto diversi aspetti.

La cultura dovrebbe essere, soprattutto per SGF, un elemento costitutivo di un modello di sviluppo territoriale. In questi 18 mesi di governo si è appena assistito a qualche blanda manifestazione su cui è stato spruzzato sopra semplicemente un velato senso di cultura.

Riteniamo che la cultura sia il perno attorno al quale si dovrebbe costruire l’identità della Città. Per essere elemento costitutivo, la cultura deve permeare tutti gli strati della città, così da essere leva di crescita economica, da determinare creazione di ricchezza, creazione di lavoro, applicazione di tecnologie.

La cultura è identità, ed un comune, insieme all’assessore delegato, dovrebbe fungere da regista della politica culturale della propria città.

Infine con le nuove norme sul commercio ambulante e grazie ai nuovi spazi fissi concessi, che di certo non migliorano la situazione, il decoro urbano sarà sempre più deturpato e quindi inesistente, soprattutto nelle ore di punta del traffico e del trasporto pubblico.

PATRIMONIO, TASSE E POLITICHE DEL BILANCIO – Che dire? In questi 18 mesi non sono diminuite le tasse che i contribuenti sangiovannesi pagano. San Giovanni in Fiore ha i tributi e le tasse al massimo, ma i servizi, almeno sino ad oggi, sono quasi al minimo, raso terra. Il risanamento del dissesto finanziario, checché ne dicano gli attuali amministratori, è ancora molto lontano. E le stesse forze politiche e partitiche che nei decenni hanno creato questo enorme buco finanziario, responsabili pro quota di questo disastro, oggi, annunciano e proclamano che a breve non ci sarà più. Speriamo! Comunque sia, i danni per i sangiovannesi continuano.

INFRASTRUTTURE E LAVORI PUBBLICI – Oltre ad annunci, messe in cantiere, riparazione di qualche buca, stesura di qualche metro di bitume per alcune strade e stradine, semplici e ordinarie cose, che qualcuno vorrebbe far passare come un’efficiente e adeguata azione politica per quanto riguarda i lavori pubblici, per il resto la viabilità è a zero, per non parlare del periodo invernale quando la neve, più che una risorsa diventa un incubo (vedasi la nevicata di oggi) insieme, come abbiamo già detto, alla sempre più caotica situazione del traffico, della regolamentazione dei parcheggi e del trasporto pubblico (vedasi gli autobus).

Certo fra qualche tempo, dopo anni, chissà perché, di ritardo, (ma non sappiamo ancora quando!) ci sarà l’inaugurazione del Palazzo Comunale messo a nuovo. Poi intorno ad esso nelle vie adiacenti, centro città a ridosso del Palazzo, e non in zone periferiche, si nasconde la polvere come la si nasconde sotto al tappeto (vedasi i nostri filmati di qualche tempo fa: oggi la situazione è di gran lunga peggiore!). A parte qualche fiore secco sul suolo dove giaceva il vecchio baraccone a ridosso dell’Abbazia Florense e dove si potrebbe realizzare qualcosa di diverso, il verde comunale attrezzato anch’esso è quasi a zero. Non parliamo dell’Abbazia e di tutto il patrimonio immobiliare comunale, come abbiamo già ribadito, abbandonato a se stesso e lasciato a marcire.

Infine vogliamo sperare, per quanto riguarda la revoca, comunque tardiva e votata in un Consiglio Comunale in seduta straordinaria, probabilmente illegittimo, senza la partecipazione delle opposizioni, di alcuni lotti del PIP, che sia avvenuta tutelando coloro che avevano già investito in tali suoli, ma soprattutto, che la nuova assegnazione con nuovo bando, avverrà con la dovuta onestà e con la dovuta trasparenza, senza favoritismi alcuni.

SERVIZI SOCIALI – Apprezziamo, nonostante tutte le difficoltà, l’impegno profuso verso i più bisognosi, ma i voucher non sono altro che dei palliativi che non risolvono i problemi della povertà. Ci sarebbe bisogno, in particolare in una comunità montana come la nostra, del reddito di cittadinanza, in modo tale che nessuno rimanga indietro, ma possa essere formato e avere una qualche chance in più di lavoro. Quasi in tutti i Paesi europei esiste già, lo sta sperimentando anche il Canada, ma anche tanti comuni italiani. Perché non potremmo farlo anche noi? Lo si dica alla Regione, visto e considerato lo stretto rapporto che questa amministrazione ha con essa!

Insomma non ci resta che piangere! Nessuna programmazione, pianificazione, investimenti e progettazione a largo respiro per quanto riguarda ogni settore di questa nostra comunità da parte dell’attuale governance. Nessuna strategia, non diciamo per bloccare, ma almeno per diminuire lo spopolamento del paese. Nessun progetto serio per poter minimamente rilanciare il tessuto imprenditoriale sotto ogni profilo. Già, ma c’è il dissesto! Vero! Ma allora non prendiamoci più in giro!

Inutile tirare fuori la consueta, retorica e contrapposta domanda: soluzioni?

No! Non abbiamo soluzioni né palliativi né “panem et circenses” da proporre! Non spetta a noi! Per il momento. Ma ciò non ci impedisce, come cittadini di questa comunità, di denunciare la realtà dei fatti.

Basta panzane, annunci e proclami in “Pompa Magna” e si realizzi di più!

Basta cazzari!

Meetup M5S SGF

Video allegati:

SGF – Cinque anni fa la tragedia di Natale.

Sull’onda della commozione e dell’emozione si promettono e si dicono tante cose. Poi, in fretta, si lascia tutto nell’oblio.

Popolo, istituzioni comunali e provinciali che piangevano e promettevano mare e monti in ricordo di quei ragazzi. Persino una piazza e un monumento.

A 5 anni esatti di distanza il tempo ha già assopito tutto.

Nessuno che abbia fatto più un cenno nei confronti di quei ragazzi.

Gli uomini, la nostra comunità e le nostre istituzioni locali sono anche questo.

“Il sonno, che è riposo e quiete per i miseri mortali col dolce oblio, assopì i suoi sensi e le sue pene.”
(Torquato Tasso)

Una San Giovanni in Fiore gelida rende omaggio ai suoi cinque ragazzi.