La partecipazione a ITALIA 5 STELLE 2016 a Palermo da parte del Meetup M5S di San Giovanni in Fiore. *English

La nostra partecipazione a ITALIA 5 STELLE – PALERMO 24 e 25 SETTEMBRE 2016

Partecipare, discutere, confrontarsi… è questo che può, soprattutto, contribuire a migliorare le nostre comunità e la nostra Italia!!!

*English

Participation to ITALY 5 STARS MOVEMENT NATIONAL MEETING  2016 in Palermo City Sicily, by the Meetup M5S of San Giovanni in Fiore.

Our participation to ITALY 5 STARS MOVEMENT NATIONAL MEETING – PALERMO  Sicily, 24 and 25 September 2016

Participation, discussion and comparison… that’s what, above all, can help to improve our communities and our Italian Country!!!

Meetup M5S SGF

Quando si parla di messaggio subliminale, si intende anche questo.

Di Maria Gabriella Militerno

Ieri sera, domenica 18 settembre 2016, per assecondare mia madre ho seguito in televisione la puntata di Don Matteo 9, su RAI 1, andata in onda per la prima volta il 27 marzo 2014. Fin qua niente di male. Anzi, verrebbe da dire a voi che leggete: “Ma a noi cosa importa di quello che hai guardato in televisione?”. Il problema, però, è un altro. All’interno di queste fiction, ormai è risaputo, vengono inserite scene contenenti messaggi promozionali di vario genere, dette “product placement”, e anche questo è risaputo. La cosa grave è che all’interno della puntata da me visionata ieri sera, come dimostrato dall’immagine allegata di seguito, era presente un messaggio promozionale ingannevole! Infatti, al minuto 36:43, viene fatto un fermo immagine su un’insegna di “Banca Etruria”, la banca al centro di non poche polemiche, lo scorso anno, per aver lasciato letteralmente sul lastrico molti risparmiatori, soprattutto anziani, costringendone addirittura alcuni al suicidio. Allora analizziamo i fatti. Il messaggio promozionale viene inserito di proposito in una fiction che piace molto alle persone di una certa età, perché sembra trasmettere valori ritenuti ormai perduti in quest’epoca fondata solo sul consumismo. Ciò si evince, in modo particolare, dalle parole, pronunciate da Don Matteo, che sembrano contenere massime di valore eterno, ma che invece vengono utilizzate come le parole pronunciate da quegli abili urlatori, sul tipo di Vanna Marchi, durante le televendite. All’epoca della messa in onda della serie televisiva in questione, la gente non aveva alcun sospetto, ma i vertici della banca stessa erano ben consapevoli di quel che sarebbe successo, da lì a poco, e, perciò, avevano capito quanto fosse necessario, per chiudere con un bel malloppo sottratto alla povera gente, raccogliere più liquidità possibile, facendo leva sull’ingenuità di persone che, avendo visto la banca nelle puntate di Don Matteo 9, era come se a loro fosse stata offerta una garanzia. Così la Banca ha avuto campo libero per proporre obbligazioni subordinate spazzatura, di cui erano a conoscenza la Banca d’Italia e la Consob, a molti dei circa sette milioni di telespettatori! Del resto già il Fatto Quotidiano si è occupato di questo inganno propinato ai telespettatori, mettendo in risalto come nell’episodio 17, sempre di Don Matteo 9, la filiale di Spoleto fosse diventata location dello stesso. Allora io dico, all’epoca, la RAI, a cui i risparmiatori truffati hanno pagato anche il canone, non sapeva niente, ma oggi, che i risparmiatori si disperano per la truffa subita, non sarebbe il caso di non trasmettere le puntate o, almeno, di censurare le scene in cui si fa riferimento alla Banca Etruria, se non altro per il rispetto che ad essi è dovuto? Ma si sa “pecunia non olet!”

COMUNE SAN GIOVANNI IN FIORE: aggiudicazione definitiva servizio raccolta differenziata.

Preso atto dell’aggiudicazione definitiva del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e servizi accessori nel comune di San Giovanni in Fiore, cosa che doveva essere già avvenuta nel dicembre scorso come sosteneva il Sindaco nel corso di un colloquio con una nostra delegazione per prospettargli alcune nostre proposte circa la raccolta differenziata, poi non prese in considerazione in quanto, sempre secondo il Sindaco, tardive, noi del Meetup M5S SGF privilegiando il bene comune, la trasparenza, l’onestà, la tutela della nostra comunità, ed infine la sana contabilità dei conti del bilancio comunale, riteniamo puntualizzare alcune cose.

Alla luce delle passate ed ultime recenti denunce, interrogazioni, richieste e sollecitazioni presso tutti gli organi ed autorità competenti di controllo da parte di alcuni nostri deputati e portavoce calabresi del M5S e non solo, chiediamo pubblicamente al Sindaco quanto segue:

nel rispetto della popolazione sangiovannese e di tutti i suoi contribuenti, non sarebbe il caso, senza attendere ulteriori sollecitazioni, in quanto un Sindaco deve essere trasparente, onesto, leale, pulito e chiaro, di pubblicare e far conoscere ai cittadini tutti, la regolare procedura con tutti i documenti e certificazioni ufficiali previsti, evidenziando il rispetto delle regole e il rispetto di tutta la normativa vigente circa l’aggiudicazione definitiva del servizio raccolta differenziata?

Se tutto si è svolto nel rispetto delle regole, non dovrebbero esserci esitazioni né alcun problema per una pubblicazione degli atti. Lo si deve alla città!

Nel caso in cui ciò non dovesse avvenire in tempi ragionevoli sarebbe lecito, da parte dei cittadini tutti, dubitare di ogni sorta di irregolarità e di mancato rispetto delle leggi vigenti.

Se infine dovessero emergere serie e gravi irregolarità, nonché violazioni di normative varie, come Meetup M5S SGF non esiteremmo neanche un secondo a chiedere pubblicamente le dimissioni del Sindaco e della sua giunta.

Prima si rendono pubblici gli atti e prima si può tranquillizzare la comunità sangiovannese!

Non vorremmo che alla fine si bloccasse e rimandasse il tutto con ulteriori e deleteri ritardi per un servizio indispensabile e civile per la città, con relativi ulteriori costi nei confronti dei contribuenti, ma anche con il rischio di ulteriori dissesti dello stesso bilancio comunale.

Meetup M5S SGF

CALABRIA: L’AVVILENTE RASSEGNAZIONE DELLE ISTITUZIONI.

Martin Luther King diceva: “Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”.

Vivendo nella mia terra di Calabria che spesso e volentieri diviene sempre più opposta al mio modo, e credo di tantissimi altri calabresi, di essere, di sentire e di pensare, provo una profonda amarezza per l’avvilente rassegnazione delle istituzioni regionali, comunali, pubbliche e private calabresi nei confronti del “fattaccio” che, oltre ad avere colpito l’opinione pubblica tutta, ha colpito, soprattutto, una ragazzina che per alcuni anni ha dovuto sottostare alle angherie sessuali di diversi energumeni. Pare che in questa nostra terra di Calabria manchi, ormai, sempre più vistosamente e volgarmente, la capacità di ragionare e di distinguere, premessa fondamentale dell’onestà verso gli altri e verso noi stessi.

Sebbene il corpo di una fanciulla nella fase adolescenziale subisca lentamente una trasformazione e diventi donna nel fisico, ma non nella mente, a tredici anni è ancora una bambina.

Evidentemente per tanti e forse, soprattutto qui in Calabria, questa teoria non vale, e se a tredici anni una ragazzina ha la sfortuna di innamorarsi di uno più grande di lei e per giunta del figlio di un qualche criminale, essa è spacciata. Se poi questi fattacci si verificano in luoghi dove le leggi e persino le regole del vivere civile le detta una qualche onorata società, l’ avvilente rassegnazione delle istituzioni tutte, della politica e della classe dirigente, diventa profondamente più volgare, più triviale, più oscena, più sconcia, ripugnante, laida.

Cose di Calabria, si direbbe, di una terra arida di sentimenti, immonda come questo “fattaccio”che non può avere alcuna attenuante, né tanto meno giustificazioni per i carnefici. Carnefici che puntano il dito contro una ragazzina, additata come inquieta, una poco di buono che non sa stare al suo posto e tutto sommato quanto le è successo se l’è cercato, bollandola come ragazzina facile che a causa dell’amore finisce per restare incastrata nella tela del ragno. Che importa poi se per anni l’adolescente diventa un gioco per il branco che se la passa di mano in mano infierendo su un corpo, annientando volontà e dignità di una giovane vittima? Di giovani vittime? Di una famiglia? Di un popolo?

Certo, dovrebbe essere la società civile tutta ad indignarsi, per non permettere che dei criminali possano decidere della vita degli altri, ma soprattutto dovrebbero indignarsi quelle rassegnate e quasi inesistenti istituzioni pubbliche! Purtroppo qui nella nostra terra di Calabria le cose marciano all’incontrario, e l’omertà la fa da padrona, tanto che si diserta anche le fiaccolate organizzate contro questo “fattaccio”. Si, perché gli intoccabili si rispettano e al “Minotauro”si devono offrire giovani figlie, sorelle, tutto, pur di non infrangere le leggi dell’onorata società.

Care istituzioni calabresi tutte, sapete bene che la Calabria è da giorni sotto la lente d’ingrandimento per via di un “fattaccio”? Sapete bene dei comuni le cui amministrazioni risultano assai movimentate e ondivaghe? Conoscete bene quelle cause per le quali noi calabresi abbiamo acquisito una fama poco raccomandabile e che dibattiamo, fra altri, un tema vecchio e al contempo attuale come il Sud che per definizione raffigura la grande superficie dove vige la presenza contemporanea di uno stato legittimo ed un altro in teoria senza documenti ufficiali ma vivo, vegeto e malavitoso? Ecco! Come vi adattate, come reagite davanti a tale convivenza?

Care istituzioni regionali e comunali calabresi tutte che rappresentate l’intera cittadinanza, l’intero popolo calabrese, eravate presenti alla fiaccolata organizzata contro il “fattaccio”come reazione allo squallido episodio occorso alla giovinetta, ed a cui hanno partecipato poche decine di persone?

Vi accuso di arrendevolezza, remissività, omertà e talvolta impotenza nei confronti di un destino, ormai pare segnato definitivamente, e al quale non vi ribellate! Non ci ribelliamo!

Quella ragazzina, care istituzioni tutte, ricordatelo, simboleggia un qualcosa che esula dalla brutalità umana ricevuta!

Care istituzioni calabresi, avete in animo una qualche reazione?

Care istituzioni calabresi tutte, è inutile riempirvi la bocca di promesse e belle parole se al contempo non reagite al malaffare, anche quello turpe!

Su avanti, care istituzioni calabresi tutte, abbiate uno scatto di reni ed organizzate un’adunata regionale con la presenza di migliaia di concittadini, interpellate il territorio e le comunità calabresi chiedendo, in contempo, allo Stato, un aiuto per debellare i criminali! Ma non abusate della secolare fiducia accordatavi: cambiate marcia e venite fuori!!!

Pietro Giovanni Spadafora

POLITICA – Riepiloghiamo! / Italian Policy: let’s sum up! *English

Proviamo a stare nella realtà dei fatti.

Le strade, democraticamente scegliendo, sono solo due, tertium non datur:

se va bene questa politica economica, se vanno bene tutti i tagli al nostro welfare, se va bene questo tipo di sanità pubblica, se va bene questa scuola pubblica, se va bene la politica del lavoro per i giovani, se va bene il sostegno alle piccole e medie imprese per la loro crescita, se va bene come si difendono il nostro ambiente e i nostri mari, se vanno bene la politica e gli aiuti nei confronti delle famiglie, se va bene il sistema pensionistico vigente, se va bene questa partitocrazia con tutti i suoi privilegi e prebende varie, se va bene questo tipo di informazione pubblica, se va bene questo tipo di Europa insieme all’euro, se va bene questa politica europea per l’accoglienza degli immigrati, se vanno bene questo sistema creditizio e le funzioni delle banche insieme alla BCE (Banca Centrale Europea) con la crescita esponenziale del nostro debito pubblico, e se va bene questo governo, allora si sostenga il tutto, si continui a sostenere i soliti partiti e partitini politici con i loro personaggi, adepti, sodali, raccomandati e sindacalisti, e si voti SI al prossimo referendum costituzionale!

Se invece si vuole provare a cambiare questo stato di cose, essere per un’Europa più umana, un’Europa per le famiglie, per il lavoro, per i giovani, per il bene comune, per la meritocrazia, per una politica ambientale più sana, per una giustizia migliore, per un’informazione pubblica più onesta e contare qualcosa come cittadini italiani ed europei con più sovranità, allora si sostenga il Movimento 5 Stelle, e al prossimo referendum costituzionale si voti NO!

Questo è il punto!

IL RESTO SONO TUTTO E SOLO CHIACCHIERE!

Pietro Giovanni Spadafora

*English

(This is for the “New York Times”, for the “Wall Street Journal” and the “Guardian” online and newspapers:

you cannot write or say  that the Movement 5 Star is the same as the Italian traditional political parties. These, with all their men, for 50 years, have eaten Italy, Rome, the Capital, many other cities and everything else, at the expense of the Italian people.

Most Italian people hope that the 5 Star Movement will go to government to change things.

After you can judge.

Anyway are better inexperienced and honest politicians than  thieves traditional professional  politicians!!!)

Italian policy: let’s sum up!

Let’s try  to stay in the reality of facts!

The ways, democratically choosing, are only two, there isn’t a third way (tertium non datur):

if it is OK this Italian economic policy, if it is OK all the funding cuts to our welfare, if it is OK this type of public health, if it is OK this public school, if it is OK this employment policy for young people, if it is OK this kind of supporting to small and medium enterprises for their growth, if it is okay how this government defends our environment and our seas, if it is OK this policy and no help for our families, if it is OK the current pension system, if it is okay all the politic parties system with all their privileges and sinecures , if it is OK this type of public information, if it is Ok this kind of Europe together with the euro money, if it is OK this European policy for the acceptance of immigrants, if it is OK this kind of credit system and the functions of the  banks with the ECB (European Central Bank) with the exponential growth of our public debt, and if it is OK, for you, this government, then support everything entirely, continue to support the usual political parties and small parties with their men, followers, associates, recommended and trade unionists, and vote, at the upcoming constitutional referendum, YES!

If you want, instead, to try to change this kind of things, to be for a more humane Europe, a Europe for families, for work, for young people, for a better life, for a better welfare, for meritocracy, for a healthier environment policy, for better justice, more honest public information and have more wheight as Italian and European citizens with more sovereignty, then support the 5 Star Movement, and, at the next constitutional referendum, vote NO!

That’s the point!

THE REST IS ALL AND ONLY FOOLISH THINGS!!!

The Italian Constitution is one of the best in the world!

It should not be changed, but enforced!

Pietro Giovanni Spadafora

UN SINDACO DEVE ESSERE IL SINDACO DI TUTTI. *English

Un sindaco di una comunità, e qui per sindaco intendo anche la sua giunta insieme a tutti gli organismi politico-amministrativi, dovrebbe rispettare, rappresentare e tutelare tutti i suoi cittadini. Quelli che lo hanno votato e soprattutto quelli che non lo hanno votato; quelli che dissentono dal suo operato politico-amministrativo e quelli che lo approvano; quelli che stanno zitti e quelli che gli pongono domande pubbliche; quelli che gli sono simpatici e quelli che gli sono antipatici; quelli che lo applaudono e quelli che lo criticano; quelli che hanno idee diverse dalle sue e quelli che la pensano come lui; quelli che appartengono alla sua area politica e quelli che non vi appartengono; e si potrebbe andare avanti cosi.

Tutto questo però, il più delle volte, in realtà, non avviene. Certo, guidare un comune non è una bazzecola, ma se poi si rimane chiusi nel palazzo e distanti dalla gente, tutto diventa ancora più complicato.

Tutti i sindaci, appena subito dopo essere stati eletti, dichiarano sempre che saranno il sindaco di tutti i cittadini. Facile a dirsi più difficile a farsi.

Nel consesso civico di una comunità, poi, il rispetto e la tutela delle minoranze non sono una concessione da parte di un sovrano, ma un dovere relativo al rispetto del principio del pluralismo costituzionalmente previsto.

Un sindaco, ancora, nel rispetto della sovranità e della volontà popolari, è, soprattutto, un dipendente dei cittadini e non di forze oscure ed occulte.

Un sindaco, infine, sia sotto il profilo politico che sociale, dovrebbe realmente mirare a unire e a pacificare una città.

Ma anche qui, spesso e volentieri, son solo cose pronunciate, e mai tanto realizzate nei fatti.

Fatta questa premessa va anche detto che il rispetto, la rappresentatività politica e la tutela nei confronti dei cittadini, nonché il rispetto nei confronti delle minoranze nei consessi civici, si attuano attraverso l’onestà, la trasparenza e la comunicazione di un sindaco. Ma anche attraverso il confronto e le risposte date a domande pur scomode, sia che esse provengano da singoli cittadini che da associazioni e gruppi vari, sia dalla società civile in generale che da altre forze politiche. Senza paure, senza timori, senza ansie. Anche perché quando un sindaco, sia in politica che in una comunità, opera e amministra con umiltà, in modo onesto, limpido, libero, autonomo e trasparente, può andare in capo al mondo e rispondere a tutte le domande con pacatezza, senza mai trincerarsi dietro ostinati mutismi e silenzi che non giovano a nessuno, e che tanti dubbi fanno sorgere, invece, alla popolazione.

L’unità, la pace politica e sociale, nonché la forza di una comunità si realizzano anch’esse, seppur nelle diverse vedute e sensibilità dei propri cittadini, soprattutto attraverso la comunicazione, l’informazione, la trasparenza, l’onestà e il confronto che i suoi organi politici-amministrativi devono alla popolazione tutta.

Sarebbe vergognoso e inaccettabile, e questo capita spesso, emarginare la gente e farla sentire in qualche modo esclusa, avvilirla a condizioni di sudditi o di pària, con comportamenti assunti proprio da quell’istituzione locale che, da che mondo è mondo, è l’istituzione principe a cui il popolo di una comunità fa sempre riferimento, e cioè il SINDACO!

Pietro Giovanni Spadafora

*English

A MAYOR SHOULD BE THE MAYOR OF ALL CITIZENS.

The mayor of a community, and here for mayor I also mean his/her administrative council along with all his/her political bodies, should respect, represent and protect all his/her citizens. Those who voted for him/her, and especially those who have not voted for him/her; those who dissent from his/her political and administrative work and those who approve it; those who are silent and those who ask public questions; those who are nice and those who are unpleasant; those who applaud and those who criticize him/her; those who have different ideas from him/her, and those who think like him/her; those who belong to his/her policy area and those who do not belong to it; and it could go on like this.

All this, however, more often, in fact, does not take place. Of course, a community drive is a no brainer, but then if you remain closed in the palace and distant from the people, everything becomes more complicated.

All the mayors, just shortly after being elected, always declare that they will be the mayor of all citizens. It is easier to say it than to do it.

In a community civic forum, then, the respect and protection of minorities are not a concession by a sovereign, but a duty related in compliance with the principle of pluralism constitutionally scheduled.

A mayor, yet, in respect of the sovereignty and the will of people, it is, above all, an employee of all citizens and not of obscure and occult forces.

A mayor, finally, should really aim, under the political e social profile, to unite and to pacify a city.

But also here, too often, are only uttered things, and never much realized in facts.

Having said that it is also necessary to say that the respect, the political representativeness and the protection of citizens, and even the respect of minorities in civic forum, are implemented through honesty, transparency and communication of a mayor. But also through confrontation and answers to even uncomfortable questions , whether they come from individual citizens or various groups and associations, or even from civil society in general and by other political forces. Without fear, without anxiety. Even in politics, because when one works with humility, in an honest, clear, free, autonomous and transparent way, one can go on the top of the world and answer to all questions, calmly, without ever hiding behind stubborn silences which don’t give any benefits to anybody, and which, instead, make raise many doubts to the population.

Unity, political and social peace, and the strength of a community are also realized, albeit in different views and sensitivities of its citizens, especially through communication, information, transparency, honesty and the comparison that its political-admnistrative units owe to all people.

It would be shameful and unacceptable, and this often happens, emarginate people and make them feel excluded in some way, debase them in conditions on terms of subjects or pariahs, with behavior taken by that local institution, which is the most important institution, to which all people of a community always refer, and that is the MAYOR.

Pietro Giovanni Spadafora

PRIMA DI POLEMIZZARE , SI RIFLETTA!!!

Di Teresa Spadafora

Dopo le polemiche ascoltate tra ieri e oggi, qualcosa sento di dirla anche io, sebbene ritenga, a malincuore, che facebook non sia il luogo adatto per scrivere riflessioni intelligenti, visto che oramai solo le m*******e ricevono considerazione, approvazione e milioni di “mi piace”. 
Tuttavia, il mio istinto di non tacere prevale sempre, dunque vorrei precisare alcune sottigliezze che il popolo italiano spesso non coglie.
Innanzitutto, parliamo del #fertilityday: ne ho lette di tutti i colori ma, credetemi, nessuno è davvero riuscito a capire il significato di questa campagna. Sebbene io abbia sempre avuto molto da dire riguardo al governo Renzi, del quale non ho mai lodato le opere, anzi, le ho sempre considerate deleterie, oggi invece dico che l’iniziativa del #fertilityday è, a mio modesto avviso, lodevole, se pensiamo al reale scopo per cui è nata: sensibilizzare su una problematica attuale, il calo della fecondità femminile. Nel nostro Paese, apparentemente laico, non avete idea di quante mentalità retrograde e ancorate alla religione ci siano, mentalità che considerano la sessualità un tabù. Sapete dirmi quante ragazzine, dopo la prima mestruazione, vengono accompagnate presso un ginecologo dalle proprie madri? Quante donne realmente sanno che età e fertilità sono inversamente proporzionali, poiché all’aumentare dell’una diminuisce l’altra? L’ignoranza è pazzesca! Esistono ragazze che ancora non conoscono nemmeno il meccanismo del ciclo mestruale e annesse patologie! Non sanno cosa voglia dire “prevenzione”. In più, la campagna, per chi non lo sapesse, nasce anche per rendere consapevoli i cittadini che, già dopo 3-5 tentativi di concepimento non riusciti, è necessario rivolgersi a degli specialisti per ottenere una diagnosi e per, eventualmente, accedere alle tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). Vi invito ad andare a leggere l’art. 2 della Legge n°40 del 2004 e, magari, partorirete pensieri più intelligenti! Da ricordare che, per quanto riguarda la PMA, anche l’età è fattore determinante: più è avanzata, più si rischia di avere esiti negativi, anche con l’uso di tecniche di PMA. La stragrande maggioranza si è soffermata solo sulle cause che spingono la donna a decidere di avere un figlio in età avanzata: la disoccupazione, le scarse possibilità economiche e via dicendo. Certamente, anche queste, sono problematiche da risolvere poiché stanno alla base, ma è pur vero che adesso va di moda parcheggiarsi all’Università, o dove si voglia, ritardando il momento della laurea, della ricerca di un posto di lavoro, e, ovviamente, di concepire un figlio. Per carità, esistono donne che davvero, pur essendo giovani e titolate, non riescono a trovare un’occupazione decente, ma saranno davvero poche. Poi, diciamocela tutta, a molte piace divertirsi fino almeno ai 30 anni, senza sobbarcarsi delle responsabilità che un figlio comporta. Lo Stato ha i suoi demeriti, ma la maggior parte delle donne non è che si impegni più di tanto. Per precisare, il Ministero della Salute non vi sta obbligando, puntandovi il fucile, a fare un figlio adesso: la scelta è solo vostra, potete seguire o meno il consiglio, ma non credo sia giusto troncare una campagna di sensibilizzazione in questo modo, se alcuni di voi non sanno nemmeno cosa sia la fertilità e quale sia la sua storia.
Per terminare, una considerazione sulla vignetta del giornale satirico#charliehebdo : a parte l’incoerenza, tipica caratteristica del popolo italiano, anche qui bisogna cercare di riflettere. Non credo l’intento della vignetta fosse quello di offendere le vittime del terremoto, bensì quello di far notare come lo Stato Italiano, effettivamente, su queste tragedie “ci mangi”: basti pensare all’agghiacciante affermazione di Vespa e Delrio, i quali sostengono che dopo un evento così disastroso il Pil potrebbe impennarsi. Peccato che questa non sia satira, in trasmissione si parlava sul serio! Ecco a voi, menti sopraffine, spiegato il significato di “penne al sugo, penne gratinate e lasagne”: siete certi che il vostro contributo, inviato tramite bonifici e numeri telefonici, arrivi davvero a quelle povera gente? Non voglio insinuare nulla, solo… documentatevi e riflettete, prima di sparare a zero. Usate il cervello, prima di dar fiato alla bocca.
Ieri, per via del Fertility Day, tutti contro lo Stato. Oggi, dopo la vignetta del giornale Charlie Hebdo, tutti con lo Stato, pronti a difenderlo e proteggerlo. Come è volubile il popolo italiano!

Il Pil disumano della nostra classe dirigente!

Di Maria Gabriella Militerno

“Crescita, sviluppo e progresso sociale. E’ il PIL misura di tutto?” Questa la traccia dell’ambito socio economico, proposta agli alunni, agli esami di stato di quest’anno, a corredo della quale i maturandi si sono trovati davanti due documenti, uno tratto dall’enciclopedia per ragazzi online della Treccani e un altro con uno stralcio del discorso, nei confronti del Pil, di Robert Kennedy, ex-senatore statunitense ed ex candidato alla presidenza USA, nonché fratello di John Fitzgerald Kennedy (35esimo presidente degli Usa), che tenne in università il 18 marzo del 1968. Con questa traccia, come ha giustamente fatto notare Mario Morcellini, sociologo e prorettore alla comunicazione della Sapienza università di Roma, al ministero spetta il merito di “umanizzare l’economia”. Ma poi, a distanza di due mesi, in seguito al devastante terremoto dell’Italia centrale che ha raso al suolo borghi antichi, quali Amatrice, Accumoli e altri, ecco che a riportare nell’ambito speculativo, da quello umano, il Pil, ci ha pensato il “grande” Vespa con queste testuali parole rivolgendosi al ministro Delrio: “Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia, perché pensi l’edilizia cosa potrebbe fare”, a cui il ministro stesso ha risposto dicendo “adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa“, anziché alzarsi inorridito e redarguire a dovere Vespa. Dunque, nel momento in cui si chiedeva ai maturandi di riflettere sulle parole contenute nel discorso di Bob Kennedy “Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”, si invitava loro a riflettere se il PIL non sia, piuttosto, una misura grossolana del benessere economico di un Paese come riportato nella definizione dell’enciclopedia per ragazzi Treccani. Secondo questi “cinici”, invece, il Pil può subire un’impennata solo in seguito ad eventi dannosi. Non potrebbe, invece, per esempio, la prevenzione innalzare il Pil? Rendere sicure le abitazioni private, gli edifici pubblici, in modo particolare le scuole, non potrebbe essere questo motivo di crescita economica? I signori in questione hanno dimenticato che per assistere a questa “bella botta di ripresa” son dovute morire più di 290 persone!!!! Ma esiste in queste persone un pizzico di umanità? Più che far crescere il Pil dovremmo far crescere la Puls (percezione umanitaria a largo spettro!). Chissà cosa direbbero Vespa e Delrio se per far crescere il Pil qualche evento catastrofico andasse a distruggere le loro abitazioni, senza nessuno dentro naturalmente! Gli sfollati di tutti i terremoti direbbero che sarebbe una “bella botta di ripresa”!

Il Meetup M5S SGF in Piazza per difendere la nostra Costituzione.

IL MEETUP M5S SGF IN PIAZZA CON ALESSSANDRO DI BATTISTA, PER DIFENDERE LA NOSTRA COSTIUTZIONE, ALL’INCONTRO PRESSO LE CASTELLA, CROTONE.

Nel Video al minuto 25,35 la lettura dell’Art. 70 della riforma della nostra Costituzione (una torre di Babele) da parte della Prof Maria Gabriella Militerno, attivista del Meetup M5S SGF, insieme ad Alessandro Di Battista portavoce del Movimento 5 Stelle, all’incontro a Le Castella, Crotone.

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Meetup M5S SGF