CALABRIA – SAN GIOVANNI IN FIORE

In primo piano

Di Meetup M5S SGF

In questa nostra terra calabra, come anche in questa nostra comunità sangiovannese, non si vede alcun miglioramento da anni: nei servizi, nella sanità, nella scuola, nell’agricoltura, nell’occupazione in genere, nella viabilità. E neppure nei trasporti: aereo, marittimo, ferroviario e autostradale. Come anche nel turismo, nel dissesto idrogeologico, nella forestazione, nella prevenzione degli incendi, nell’occupazione giovanile, nella cultura, nel diritto allo studio, nelle università, nell’imprenditoria, verso gli anziani e così via.

Eppure, adesso, ogni giorno, si sente parlare di miliardi e milioni di euro in arrivo per questo e per quello. Di cantieri aperti, di tavoli, di protocolli d’intesa, di accordi, di finanziamenti per questa e per quell’opera, di diritti, di aperture verso la drammatica situazione dei giovani e del popolo tutto…

Già, dimenticavamo: fra poco ci saranno le elezioni politiche. E gli unici cantieri aperti sono quelli della propaganda della vecchia politica, protetti dalla scorta dei vigilantes del sindacato!

ORMAI QUEST’EUROPA CI IMPONE TUTTO A NOSTRA INSAPUTA, VIOLANDO LE PIÙ ELEMENTARI REGOLE DELLA DEMOCRAZIA.

Il Ceta entra in vigore senza essere stato votato: paradossi della democrazia in Europa.

Domani muore la democrazia. Il trattato di libero scambio fra Europa e Canada – il Ceta – entrerà provvisoriamente in vigore senza aspettare il sì definitivo degli Stati membri. Il Ceta è un accordo misto e le regole europee prevedono che tutti i Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri debbano ratificarlo prima della sua entrata in vigore. Ma – come si sa – l’Europa è debole con i forti e forte con i deboli e dunque, pur di accontentare le multinazionali, non si aspetta nessuno e si calpestano le regole.

Finora fra i 28 Stati membri solo Lettonia e Danimarca hanno dato il via libera definitivo. In Italia, Pd e Forza Italia hanno riesumato il patto del Nazareno e sul Ceta volano spediti verso l’approvazione. Il Senato discuterà il testo il prossimo 26 settembre. Il Belgio ha chiesto alla Corte Europea di Giustizia un parere sulla compatibilità del Ceta con i principi costitutivi dell’Unione Europea. In Francia è bufera su Macron perché una Commissione di nove super esperti, nominata per valutare in maniera imparziale il Trattato, ha bocciato senza appello l’accordo con il Canada (ecco il link al documento). La Commissione di saggi ha sottolineato i rischi per la nascita delle Corti arbitrati e nel campo della agricoltura su protezione animale, mangimi e antibiotici, chiedendo anche maggiore vigilanza sull’utilizzo di biotecnologie e OGM.

Qui di seguito, trovate riassunte le raccomandazioni degli esperti:

– Maggiore trasparenza sulla creazione e funzionalità del forum per la cooperazione regolamentativa.

– Creazione di un Comitato nazionale per controllare l’implementazione del CETA e l’impatto che avrebbe in ambito ambientale e sanitario

– Richiesta di una dichiarazione interpretativa per la Francia da includere al testo del CETA per quanto riguarda il preciso significato che la Francia intende dare alle clausole ambientali e sanitarie presenti nell’accordo.

– Labelling del modello di produzione di prodotti d’origine animale. Il rapporto non è chiaro se tale labelling si debba applicare solo ai prodotti canadesi. In realtà, gli esperti dicono che vi è necessita di includere informazioni sull’uso di antibiotici e prodotti che aiutano la crescita, standard sul benessere animale e eventuali OGM.

– Rafforzare le procedure di certificazione e controllo per i prodotti canadesi, ad esempio il programma che certifica la carne ractopamine free.

– Maggiore reciprocità nell’accesso al mercato agricolo soprattutto in campo di autorizzazioni di vendita da parte di paesi terzi per i prodotti europei.

– Un “climate veto” per la protezione degli investimenti.

– Un accordo sul clima con il Canada, a latere dell’accordo CETA, per promuovere la “neutralità delle emissioni ad effetto serra” del CETA.

I saggi francesi hanno ragione. Il Ceta è una schifezza e va rigettato. Basta un solo no da parte di un Parlamento di uno Stato membro e il Ceta si blocca anche se è già entrato in vigore provvisoriamente.

MoVimento 5 Stelle Europa

L’inganno linguistico dei politici.

Col passare degli anni la classe politica ha affinato notevolmente la sua tattica di comunicazione.

Uno dei mezzi più potenti e insidiosi in questa operazione è il linguaggio.

Con campagne stampa ben orchestrate, vengono, continuamente, utilizzate espressioni ingannevoli, prive di senso e distorte che, ossessivamente ripetute, entrano nell’immaginario collettivo come se fossero vere, realizzabili, logiche. Così facendo diventa più facile creare un clima di fiducia, di credibilità nei confronti dei politici.

Ecco qui di seguito solo alcuni esempi della truffa linguistica che si sente in giro, in quest’ultimi tempi, soprattutto, qui in Calabria.

Non possiamo rischiare di perdere questa occasione – Non si capisce mai, in dettaglio di quale occasione concreta si parli.

Dobbiamo decentrare alcune responsabilità – Quali responsabilità? E poi a chi? Dove? Quando? Come?

Qualcuno vuole condizionare il nostro operato –  Chi? Come? Quale operato?

Si mina la nostra credibilità – Per che cosa? Chi mina la credibilità? Per cosa siete credibili?

Dobbiamo migliorare la nostra comunicazione –  Perché che cosa non si comunica? Per quali fatti?

Parlano i fatti – Quali fatti? In concreto che cosa si è realizzato? Dove? Quando? Per chi?

C’è una svolta politica – Quale sarebbe? Cosa? Con quali obiettivi?

È in arrivo un  miliardo per infrastrutture – Quando arriverà? Come sarà speso se sarà utilizzato? Per quali progetti servirà? Cosa sarà realizzato?

Stiamo cambiando la nostra terra, la nostra regione, il nostro comune – Su che cosa? Per che cosa? Per chi? Dove sono i risultati? In base a quali programmi? Dov’è la percezione di questo cambiamento? Chi percepisce questo cambiamento?

Abbiamo aperto diversi cantieri – Dove? Quando? Per che cosa? Per quali opere? Per quanti lavoratori? Per quanto tempo? Con quali pubbliche gare?

La burocrazia blocca tutto – In questi anni i dirigenti delle varie istituzioni avrebbero fatto un’azione di supplenza politica sostituendosi ai vari consigli e giunte regionali, comunali e anche parlamentari. Ma un dirigente non può fare altro che applicare il regolamento vigente, le normative, e non può supplire nessuno. Svolge solo il suo lavoro che gli compete, e se viola qualche cosa ne risponde personalmente. I dirigenti supplirebbero la politica se si sostituissero ai consigli, alle giunte, emanando leggi, decreti e regolamenti invece di applicarli. Le due cose sono quindi separate. È vero che le giunte, i consigli regionali, comunali ecc. sono inerti e che c’è un vuoto politico, ma, certamente, non lo riempiono i dirigenti che semplicemente applicano i regolamenti vigenti.

La burocrazia è una scusa dei politici che non adempiono al loro dovere: “governare” per il bene comune!

Così le parole “ingannano” il popolo.

Pietro Giovanni Spadafora

Comune di San Giovanni in Fiore – Dissesto finanziario: pagano sempre i cittadini. Solo i partiti non pagano mai.

La responsabilità penale è personale. La responsabilità politica non è personale. Ma la responsabilità dei partiti politici locali nei confronti del dissesto finanziario sangiovannese, è pesantissima.

A partire dagli anni sessanta/settanta, a poco a poco, nella storia politico-amministrativa di San Giovanni in Fiore, c’è stata una gestione allegra, disattenta e poco avveduta dei soldi pubblici, soldi nostri, soldi dei cittadini, con spendi e spandi a destra e a manca, senza alcun criterio politico-amministrativo e contabile, da parte di tutta la partitocrazia locale (come poteva migliorare questa nostra comunità?), fino a quando, poi, il 3 maggio 2014 è arrivato il dissesto finanziario.

Dissesto finanziario che oggi, se da un lato è diventato il capro espiatorio di tutte le responsabilità per le mancate azioni, iniziative e progettazioni amministrative, nonché per le mancate risposte politiche verso la collettività, dall’altro lato è diventato, sperando in un prossimo risanamento dello stesso, oggetto di promesse, proclami e annunci roboanti per un’azione politica-amministrativa più efficace e per una comunità migliore.

La verità è che adesso tutti noi stiamo pagando, e continueremo, non si sa ancora per quanti anni, a pagare le conseguenze di questo dissesto finanziario.

Di sicuro ci vuole proprio un talento negativo per fare ciò che han fatto i nostri politici locali. Hanno compiuto un capolavoro. Hanno accumulato debiti su debiti creando nel patrimonio comunale un “buco nero” di milioni di euro. Sì, perché solo con una miscela micidiale di incompetenza, di incapacità, di incoscienza e di leggerezza si può spiegare la distruzione della situazione contabile, come sta avvenendo analogamente per la sanità, di una comunità qual è quella sangiovannese.

Ci hanno governato distruggendo il bilancio comunale, patrimonio di tutta la comunità. La nostra comunità. Una comunità ricca di risorse e di potenziali elementi di sviluppo sotto ogni aspetto che avrebbero potuto garantire continui utili di esercizio e di conseguenza più servizi e disponibilità di ogni genere nei confronti di tutto il nostro popolo.

Ora, le cosiddette nuove leve della politica locale, non responsabili, per carità, a parte qualche vecchio soggetto, politicamente parlando, ancora nei paraggi, del suddetto dissesto finanziario, ma anche non molto autonome, per la verità, dall’attempata classe politica e dirigente, vorrebbero farci intendere che da qui a qualche mese, risanando il dissesto finanziario, tutto sarà a posto e la nave amministrativa potrà riprendere la sua rotta verso altri lidi e mete, più incantevoli, meravigliosi e luminosi.

Spiace dirlo, ma le nuove leve della politica sangiovannese forse dimenticano, o ignorano, che ogni cittadino sangiovannese avrà sul groppone una massa di debito pubblico locale enorme, e certamente per un periodo di tempo lunghissimo.

Ultimamente il Sindaco Pino Belcastro (anch’io vorrei avere le sue certezze, non dico sull’uscita dal dissesto che avverrà sulle spalle del popolo, ma sull’uscita dalla tragica situazione economica) ha dichiarato che l’attività della sua giunta ha come obiettivo primario quello di risanare prima del previsto il dissesto comunale, che tra debiti con privati ed enti pubblici, ci costa non poco in fatto di compensi e rimborsi ai componenti la commissione ministeriale preposta alla liquidazione dei debiti. “Dopo il mutuo ventennale concessoci dal Ministero degli interni di 2 milioni e 800 mila euro sono convinto – ha detto – che usciremo molto presto da questa tragica situazione economica che ci ha impedito finora di lavorare serenamente”.

Dovremmo applaudire? Per la concessione di costosi mutui? Per aver contratto altri debiti? Per il fatto che usciremo dal dissesto finanziario? A spese di noi contribuenti tutti? Dovremmo applaudire per il lascito di debiti su debiti alle nuove generazioni, ammesso che sceglieranno di rimanere e vivere ancora qui? Visto e considerato il graduale spopolamento di questo nostro paese?

Certo, fra qualche tempo gli amministratori attuali ci diranno che saremo usciti dal dissesto, coperto con altri debiti, ma sempre a carico di noi cittadini, e quindi dovremo essere soddisfatti, colmi di spirito sereno e recepire la buona politica.

Pie illusioni!

Tre giorni fa, con determina 1037/11 settembre 2017, è avvenuto il trasferimento fondi all’Organismo Straordinario di Liquidazione del nostro Comune per una somma di € 3.828.000 (tremilioniottocentoventottomila), pari a circa 7 miliardi e 400 milioni delle vecchie lire, che il Ministero dell’Interno ci ha anticipato in data 11 maggio 2017. Quali sono i costi di tali anticipi e il tasso di interesse non è dato sapere. O forse sono gratuiti? O sono dei regali? L’unica cosa che si sa ed è certa, è che dovranno essere i cittadini a pagare il tutto.

Queste somme, è bene che si sappia, non serviranno per nuovi investimenti, per nuovi servizi da erogare alla comunità, ma serviranno, obbligatoriamente, per pagare parte dei debiti che la vecchia politica, con tutti i suoi adepti, sodali e beneficiari, ci ha propinato.

Che bello risanare la cinquantennale, allegra, poco attenta e miope politica della vecchia partitocrazia locale con il “fondoschiena” di tutti noi cittadini!

Auspico che per il futuro i sangiovannesi, soprattutto i giovani, aprano gli occhi e si rendano conto di che pasta è fatto il vecchio sistema politico, dirigenziale e partitocratico! Sistema, grazie anche a tanta informazione pennivendola e ingiustizia, paranoico!

Anche se i tempi presenti non promettono alcunché di buono, spero comunque in un’inversione di tendenza circa la responsabilità della politica, dei partiti, dei movimenti, degli uomini!

Oggi, purtroppo, è il caso di dire: “Mala tempora currunt sed peiora parantur!”.

Pietro Giovanni Spadafora

P.S. Questo è il link della determina dei 3 milioni e 828 mila Euro. Sarà visibile sull’ Albo Pretorio on-line del Comune solo fino al 26 settembre prossimo.

LINK: http://albosangiovanniinfiore.asmenet.it/download.php…

SGF – Nessun iscritto alla Ragioneria.

Pare che per la prima volta, per il prossimo anno scolastico 2017/2018, non vi sia alcun iscritto all’Istituto Tecnico Statale Commerciale.

Ciò è dovuto, oltre che al continuo calo delle nascite anche qui, nella nostra città, soprattutto, al continuo spopolamento della nostra comunità.

La gente scappa grazie alla miope politica di questa partitocrazia e del sindacato che, in questi ultimi decenni, stanno facendo tabula rasa sotto ogni aspetto e settore, sociale, civile ed economico.

Fra qualche anno, se non vi sarà un’inversione di tendenza, sotto ogni profilo, San Giovanni in Fiore diventerà un paese fantasma.

Mentre qualche genio del luogo pensa di ripopolare Fantino.

Brutto segno!

Meetup M5S SGF

San Giovanni in Fiore – Raccolta differenziata: i cittadini fanno la differenza, ma poi dove vanno a finire i rifiuti?

Finalmente, fatto positivo, anche qui da noi, con tutti i limiti, come dice qualcuno, è partito il sistema di conferimento dei rifiuti solidi urbani con il metodo della raccolta differenziata “porta a porta” per tutto il territorio sangiovannese.

Con grida di giubilo e incontenibile gioia molti esponenti dell’amministrazione comunale annunciano, quotidianamente, la rimozione graduale di tutti i cassonetti. Fatto, anche questo positivo per il decoro urbano.

Tanti cittadini collaborano e partecipano con passione affinché vi sia una buona riuscita di questo importante servizio. Tanti cittadini, nel rispetto dello slogan “TU FAI LA DIFFERENZA”, FANNO veramente la DIFFERENZA. Anche questo, fatto molto positivo.

Ma, purtroppo, sono anche tanti i cittadini che non partecipano attivamente e con passione alla raccolta differenziata, poiché sono trasgressori ed incivili naturali ed incalliti, che con negligenza continuano, indisturbati, a gettare rifiuti per le strade della città. E questo, purtroppo, è un fatto non positivo.

Finito? Tutto qui? No, la cosa è molto più complessa!

Vorrei partire dalle affermazioni, sul proprio profilo facebook, del consigliere comunale di opposizione di Fratelli d’Italia Antonio Lopez: “a San Giovanni in Fiore NON ESISTE NESSUNA ISOLA ECOLOGICA!!!!”.

Una domanda, come credo a tanti sangiovannesi, mi sorge spontanea: dove vanno a finire, allora, i nostri rifiuti?

Qui, e forse non guasterebbe, ma anche a scanso di equivoci, ci vorrebbe più trasparenza e più informazione da parte delle nostre istituzioni locali, perché è importante e fondamentale che tutti i cittadini sappiano il percorso dei rifiuti e quali vantaggi portino, sotto diversi profili, a tutta la comunità. I cittadini non dovrebbero avere dubbi sui sacrifici e sull’impegno quotidiano che mettono, come anche sul ritorno economico della raccolta differenziata, sia come singoli contribuenti e sia come comunità.

La raccolta differenziata non ha, come la sanità, colori politici. 
Principalmente essa tende a raggiungere alcuni obiettivi fondamentali: tutela della salute pubblica, dell’ambiente e risparmio sulle bollette dei contribuenti cittadini.

Non voglio già, dopo qualche giorno, tracciare alcun bilancio, ma affinché essa non si trasformi in un fallimento (prevenire è meglio che curare), spero si siano prese tutte le precauzioni e fatte tutte le dovute valutazioni.

Si è consapevoli che i cittadini sono stati messi di fronte ad un cambio repentino di decennali abitudini senza un graduale passaggio, né tantomeno una seria e capillare azione di sensibilizzazione/spiegazione?

Le aree pilota dell’Olivaro e Pallapalla hanno insegnato qualcosa?

Si è tenuto conto della complessità territoriale della città sangiovannese caratterizzata da numerosissime gradinate, stradine, vicoli e viuzze, da numerosi quartieri, nonché da diverse contrade diffuse in tutto il territorio?

Si è tenuto conto dei vari imprenditori, commercianti, artigiani, nonché della fluttuazione dei diversi operatori agricoli che dalla città vanno verso le campagne e viceversa per recarsi nelle loro terre di proprietà?

Si è tenuto conto di un calendario e dei tempi di ritiro dei sacchetti della differenziata poco adeguati alle esigenze particolari di tante famiglie e scuole?

Si sopperirà all’ assenza totale sul territorio di contenitori dove gettare i sacchetti contenenti le deiezioni canine? Qui il Sindaco ha risposto positivamente.

Vi saranno delle “premialità”, come tante altre amministrazioni comunali sensibili hanno previsto, utili per sollecitare la collaborazione dei cittadini, con conseguente ricaduta positiva sulle bollette che di anno in anno potrebbero essere ridotte?

Qui in Calabria, invece, (sembra una beffa: prima si iniziava la raccolta differenziata a San Giovanni in Fiore, e prima la Regione Calabria aumentava la tassa sui rifiuti), grazie alla giunta regionale, esse sono state aumentate con delibera n. 344 del 25 luglio scorso, ma pubblicata e resa fruibile sul Burc un mese dopo, il 23 agosto scorso.

Si è consapevoli che vi deve essere disponibilità di mezzi, di ditte e di manodopera adeguati per poter effettuare la raccolta differenziata?

Possiede la Ditta che espleta l’incarico di raccolta una dotazione organica sufficiente e i mezzi finanziari adeguati di modo tale che sia in grado di fare espletare un servizio così articolato?

Si è consapevoli della piaga dei randagi, problema nemmeno lontanamente affrontato?

Si è consapevoli che potrebbero aumentare in maniera esponenziale, le discariche abusive soprattutto nelle periferie, se il servizio non sarà adeguato?

Si sono verificate le condizioni di tenuta sanitaria del territorio per effetto di un eventuale mancato svolgimento dei servizi di raccolta rifiuti essenziali alla tutela della salute pubblica?

Io spero di sì!

E invito contestualmente i cittadini TUTTI a COLLABORARE!

Ma anche a vigilare!

Buon lavoro!

Pietro Giovanni Spadafora

Politica – Attenti agli inganni!

Di Meetup M5S SGF

Ma come?

Mentre questo governo, insieme ai sui ministri e ai suoi uomini, con la complicità della centrale della “disinformatia” dei mass media (radio, Tv e giornali) parlano di crescita economica, di Pil, degli zero virgola (+0,7%), degli italiani che stanno meglio e così via, la disoccupazione giovanile è alle stelle, quella generale è quasi al 40%, la gente scappa da questo Paese, la povertà è galoppante, i risparmi dei cittadini sono quotidianamente truffati (se metti 100 euro in banca o alla posta alla fine ne trovi 94), la sanità va sempre peggio e la scuola è allo sbando!

Per non parlare dell’ultima carognata, una truffa con trappola: la cosiddetta APE volontaria (anticipo pensione volontaria) con l’intento di gabbare lavoratori e lavoratrici che dopo una vita lavorativa, e magari non in buona salute, decidono, dopo che è stata elevata l’età pensionabile, di anticipare di qualche anno l’ottenimento dell’agognata pensione.

Ebbene, con quest’APE, ripetiamo una carognata e una truffa, per andare in pensione si dovrà richiedere un mutuo ventennale, al tasso di interesse che va dal 2,50% al 5,50% e anche oltre, in base all’andamento economico generale, e pagare, per garantire lor signori, un premio assicurativo in caso di premorienza. Questo, ovvio, è per arricchire le banche e le società di assicurazione, ma impoverendo ulteriormente la gente.

Non cadete in questa trappola! In questa carognata!

Tutto ciò è frutto, oltre che di questo governo, di quest’Europa, un’Europa che è un cappio al collo di tutti noi cittadini.

Per non parlare di questa nostra martoriata Calabria ormai nel baratro totale sotto tutti i profili, mentre si annunciano e si comunicano arrivi e finanziamenti di milioni e milioni di euro per questo e per quello senza mai vedere realizzato alcunché!

E i sindacati? Non alzano, né mai hanno alzato, un dito!

E sapete perché? Perché vi sono i regali della Farnesina anche per questa gente: 50 milioni in tre anni per i sindacati all’estero. Da Gentiloni e Alfano fondi a Cgil e Cisl dietro il paravento (sprechi di Sato) dello sviluppo della lingua italiana, mentre, come abbiamo già detto, alla scuola pubblica non arriva mai un euro!

Appena possibile, speriamo il più presto possibile, questa gente, cinica e spregiudicata, va mandata a casa!

SGF – Raccolta differenziata.

Di Maria Gabriella Militerno

Egregio sindaco Giuseppe Belcastro, fermo restando il fatto che sarò ben felice di fare la differenziata, adesso che i cassonetti sono stati ritirati, credo sia giunto il momento di installare piccoli contenitori simili a quello della foto (comune di Trenta), se non vogliamo vedere le strade sporche di deiezioni di quei cani che vengono portati a spasso al guinzaglio. Io appartengo a quella categoria di persone che raccoglie sempre, con apposita bustina, le deiezioni del proprio cane. Se però non saprò più dove gettare tale bustina, non vorrei, mio malgrado, essere costretta a lasciare le deiezioni per strada, poiché non potrei portarmi al seguito, per tutta la durata della passeggiata, la bustina colma, per poi smaltirla a casa. Installare in diversi punti del paese tali contenitori per smaltire anche questo tipo di rifiuti, sarebbe un ulteriore atto di civiltà, nonché di sensibilità.
Grazie per l’attenzione!

I requisiti necessari di un vero politico.

Il discorso è sempre lo stesso, da secoli. Non basta che un politico non rubi per potersi definire onesto. È eletto perché badi agli interessi della comunità, dei cittadini, del bene comune. Se trascura questi doveri è complice di chi ruba. E questo è male, visto che normalmente viene pagato più di quanto guadagnerebbe nella sua professione.